Centro di Psicologia e Psicoterapia Roma Eur

CENTRO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA PER L'INDIVIDUO, LA COPPIA E LA FAMIGLIA

Il Centro di Psicologia e Psicoterapia Psicoattivamente opera a Roma Eur da diversi anni per offrire uno spazio accogliente e qualificato grazie alla competenza di psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti della salute.

L’obiettivo è rispondere ai bisogni di consulenza e psicoterapia della persona e della famiglia. Il Centro di Psicoterapia Psicoattivamente offre interventi vari e personalizzati di diagnosi psicologica e psicoterapia grazie alla collaborazione con professionisti di diversa formazione scientifica (psicologo, psicoterapeuta, logopedista, psichiatra, psicopedagogista) che operano all’interno del nostro Centro.
Decidere di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta chiedendo aiuto per sè o per i propri familiari rappresenta il primo passo per poter stare meglio.

Le difficoltà, a volte, ci fanno sentire senza via d’uscita ed impotenti. Superarle significa tornare a fidarsi delle proprie capacità, metterle in gioco e scoprire soluzioni prima invisibili.
Scegliere ed intervenire attivamente nella propria vita si può.

Centro di psicologia e psicoterapia Roma EUR

Psicologo online

Servizio di Psicologia online

Corsi di Training Autogeno

Corsi per tutti e corsi dedicati agli operatori

Sabati Psicoattivi

Il programma dei seminari gratuiti 2019-2020

Socialmente

Servizio di Psicologia agevolata

Quando può esserti d'aiuto una consulenza psicologica o una psicoterapia?

  • L’ansia tormenta la tua vita e quella delle persone che ti stanno vicine?
  • Non sai come aiutare tuo figlio che sta attraversando un momento difficile?
  • Un umore depresso spegne le tue giornate?
  • Ti domandi se riuscirai mai a superare i problemi con il tuo partner?
  • Gli attacchi di panico ti impediscono di muoverti liberamente?
  • Sei insoddisfatto delle tue relazioni?
  • Ti preoccupano le difficoltà scolastiche di tuo figlio?
  • Ti senti affaticato e stanco per il forte stress quotidiano?

Se ti stai ponendo domande di questo genere, allora la consulenza con un professionista esperto ti può aiutare a capire meglio le tue difficoltà ed individuare nuove possibili soluzioni.

Centro di psicologia e psicoterapia Roma EUR:
come lavoriamo?

Intendiamo proporre un contesto di aiuto nel quale le persone che vivono momenti di crisi non si sentano mai abbandonate a loro stesse, ma sostenute nel processo di comprensione del problema e di scelta delle possibili soluzioni.

Per quanti si rivolgono ad uno psicologo psicoterapeuta del Centro di Psicologia e Psicoterapia Psicoattivamente, situato a Roma, in zona Eur, è prevista una fase di consulenza, preceduta da un incontro conoscitivo gratuito per le situazioni individuali, con il fine di valutare l’opportunità, gli obiettivi e la motivazione di un intervento psicologico.

Il tipo di sostegno proposto, infatti, tiene in considerazione le caratteristiche di ciascuna situazione, gli aspetti di priorità e le risorse disponibili. 

Il Centro di Psicologia e Psicoterapia Psicoattivamente risponde inoltre a richieste di sostegno e promozione del benessere attraverso attività di prevenzione e formazione.

Ambiti d'intervento

Psicoterapia individuale

Psicoterapia individuale

Dipendenze, ansia, fobie, depressione, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare, accompagnamento nella malattia, etc.

Psicoterapia con l'adolescente

Psicoterapia con l'adolescente

Disturbi del comportamento alimentare, bullismo, dipendenze, etc.

Psicoterapia familiare

Psicoterapia familiare

Difficoltà relazionali, fobia scolare, tic, balbuzie ed altri disagi manifestati dal bambino, etc.

Psicoterapia di coppia

Psicoterapia di coppia

Conflittualità, separazione coniugale, sostegno alla genitorialità, etc.
  • Consulenza psicologica e psichiatrica.
  • Disturbi sessuali (impotenza, vaginismo, disturbi del desiderio sessuale, etc.)
  • Attacchi di panico: trattamento in terapia individuale o di gruppo.
  • Orientamento scolastico
  • Valutazione e trattamento disturbi specifici dell'apprendimento.
  • Mediazione familiare.
  • Corsi di Training Autogeno.
  • Gruppi di sostegno alla genitorialità.
  • Accompagnamento all' affidamento e all' adozione.
  • Valutazione psicologica per certificazione necessaria in caso di intervento di chirurgia bariatrica.

Alcune informazioni su:

L’adozione oggi è fatta per dare una famiglia ad un bambino che non ce l’ha.

Questo può accadere o perché non ha mai avuto una famiglia fin dalla nascita (il figlio di ignoti), o perché dopo la nascita è rimasto orfano, oppure perché è stato abbandonato, o meglio: perché è rimasto “privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purchè la mancanza di assistenza non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio”.

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Il quadro clinico dell’anoressia è molto caratteristico.

La prevalenza del sesso femminile è di circa 10 ragazze per un ragazzo e l’età di insorgenza è fra i 13-14 e i 25 anni, per lo più tra i 15 e i 18 anni.

Si organizza in 3-6 mesi, dopo un periodo caratterizzato dal desiderio di “seguire una dieta” per perdere qualche chilo giudicato superfluo. In alcuni casi esiste una reale obesità infantile; generalmente questo desiderio è accettato dalla famiglia. Con il tempo la restrizione alimentare aumenta e la perdita di peso è considerata sempre insufficiente.

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L’attacco di panico è un periodo preciso d’intensa paura o disagio, accompagnato da sintomi somatici e psichici.

Dal momento in cui la persona ha la percezione che gli sta arrivando l’attacco di panico al momento di apice, trascorrono in genere pochi minuti.
Normalmente l’attacco di panico dura pochi minuti ma può lasciare un senso di disagio, di ansia, malessere, sonnolenza, stordimento, anche per qualche ora. L’attacco di panico esplode all’improvviso con una paura travolgente che viene senza avvisaglie e senza alcuna ragione apparente.

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Il Training Autogeno è un metodo di rilassamento e auto distensione utilizzato da quasi un secolo in medicina e in psicologia. Da quando è stato creato ad oggi, parallelamente ad un’ampia diffusione, è stato oggetto di numerose ricerche che ne hanno dimostrato l’efficacia dal punto di vista scientifico.

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La depressione è un disturbo dell’umore molto invalidante nel quale la persona si sente di umore triste e perde piacere e interesse per quasi tutte le attività. E’ uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto. Sembra, infatti, che soffra di depressione dal 10 al 15% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne.

Naturalmente a tutti può capitare di avere dei momenti di tristezza e di scoraggiamento, sia in relazione a particolari eventi dolorosi della vita, che alle difficoltà quotidiane, ma ciò non significa che si è depressi, anzi: in molti casi la tristezza, se ascoltata, può essere utile a domandarsi cosa non funziona nella nostra vita e motivarci a mettere in atto dei cambiamenti per poter stare meglio.

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La nascita di un figlio è per la mamma e tutta la famiglia un’esperienza unica.

Dopo i nove mesi di attesa, durante i quali si sono fatti sogni e progetti, si è parlato a lungo del nome che porterà il nascituro, si sono fatti acquisti, fatto spazio nella casa, finalmente il bambino è arrivato.

E’ un momento molto importante, di enormi emozioni: tutti si stringono attorno alla mamma e, soprattutto, al nuovo arrivato. C’è un gran fermento nelle rispettive famiglie ed anche i nonni si sentono fortemente coinvolti.

Può però accadere che, dopo il periodo dell’attesa e lo stress del parto, la donna possa sentirsi malinconica, triste e un po’ nervosa..era certa che sarebbe stata immensamente felice, benchè affaticata, ma non è così.

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La Sessuologia Clinica, attraverso la terapia sessuale, propone un approccio terapeutico di solito breve e focalizzato al problema da risolvere, utilizzando il colloquio psicologico di coppia o individuale e integrando, ove necessario, delle semplici “mansioni” o “esercizi” da fare a casa, per poter mettere in pratica durante la settimana quanto emerso nel corso delle sedute.

Le disfunzioni sessuali possono essere un campanello d’allarme nella vita di coppia, spesso si instaurano in periodi di crisi e hanno una base per lo più psicologica, piuttosto che organica.

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Adottare un bambino è una decisione importante e coraggiosa, spesso maturata nel tempo dopo lunghi tentativi di avere un bambino sia in maniera naturale che attraverso la fecondazione assistita.

E dopo aver preso la fatidica decisione di adottare ed aver intrapreso il lungo iter che l’adozione comporta, la coppia spesso attende anni prima di riuscire, finalmente, ad adottare. Anni di speranza, di scoraggiamento, di aspettative.

Nonostante ciò, quando, finalmente, il bambino (o i bambini) arriva, la coppia non è, nella maggior parte dei casi, sufficientemente preparata ad accogliere il bambino.

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Le caratteristiche essenziali del Disturbo Borderline di Personalità sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima e dell’umore, e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti.

Si tratta spesso di persone con una forte vulnerabilità emotiva e sensazione di non poter sopportare la sofferenza, che le porta per questo a mettere in atto comportamenti che hanno la funzione di rendere tale sofferenza più sopportabile, anche se tali comportamenti possono essere atti autolesivi, o abbuffate, o abuso di alcol.. Possono avere difficoltà ad instaurare rapporti intimi, devono sopportare il timore dell’abbandono ed hanno spesso tendenza agli acting-out, con oscillazioni dell’umore e crisi di rabbia violente , spesso seguite da sensi di colpa.

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Il disturbo post-traumatico da stress è dato da un insieme di sintomi che seguono un evento traumatico.

L’evento traumatico consiste nell’aver vissuto o assistito ad una o più situazioni che hanno implicato morte, minaccia di morte, lesioni gravi o minaccia alla propria integrità fisica o a quella di altre persone. In seguito a tale evento, la persona ha risposto con un’intensa paura, ha avuto una sensazione di impotenza o di orrore.

Terr(1991) definisce il trauma come un “colpo” o una serie di “colpi” improvvisi che destabilizzano temporaneamente e che fanno fallire le ordinarie strategie con cui si affrontano gli eventi esterni e le operazioni difensive.

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Si definisce enuresi, pipì a letto, l’emissione completa ed incontrollata di urina (pipì) dopo che sia passato il periodo di maturità fisiologica in genere acquisita tra i tre e i quattro anni.
Si distinguono due tipi di enuresi: la primaria, che significa che il bambino non ha mai acquisito il controllo della pipì, e secondaria, che si presenta dopo che il bambino aveva per un periodo acquisito la funzione di controllo dell’urina. L’enuresi primaria notturna è sicuramente la forma più frequente, seguita da quella diurna, e dall’enuresi mista (diurna e notturna). Un’altra forma di enuresi si presenta ad intervalli irregolari: in alcuni periodi il bambino controlla la pipì, in altri periodi, no.

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Il termine fobia deriva dal greco phobos, che significa “fuga”, “panico-paura”, “terrore”.

Con tale termine si intende una paura esagerata e persistente collegata ad un oggetto o ad una situazione che obiettivamente non costituisce una significativa fonte di pericolo.

Generalmente quando una persona è costretta ad affrontare una situazione o ad avere a che fare con un oggetto che per lui è fonte di fobia, prova un livello di ansia spiacevole o sintomi che si provano in situazioni di emergenza: battito cardiaco accelerato, vertigini, nausea..

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Per fobia scolare o “ fobia della scuola” si intende il rifiuto da parte di bambini o adolescenti di andare a scuola o di rimanerci, per motivi che appaiono irrazionali e che il bambino stesso spesso non sa spiegare. Il bambino può rifiutarsi di andare a scuola fin dalla mattina oppure recarsi a scuola e chiedere agli insegnanti di chiamare i genitori per farsi riportare a casa, dopo qualche ora.

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I gruppi di auto aiuto sono gruppi formati da persone che vivono lo stesso problema e che si trovano insieme per raggiungere un obiettivo comune cercando di superare il disagio, attraverso il reciproco sostegno emotivo.

Confrontarsi con chi vive difficoltà simili alle proprie, riflettere insieme su quali siano le strategie più utili ad affrontare il problema permette ad ognuno di aiutare ed essere aiutato, in una reciprocità che si rafforza man mano che il gruppo diviene più unito.

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Quando nell’ambito familiare si vive un forte conflitto può capitare che il mondo sembri crollare sotto ai nostri piedi per la mancanza di prospettive e soluzioni concrete: la comunicazione appare impossibile tanto da farci sentire come appartenenti a mondi diversi che parlano linguaggi incomprensibili e questo blocca le possibilità decisionali di ciascuna delle parti coinvolte. Il conflitto prolungato e la tensione vissuta in casa possono essere una grande fonte di sofferenza e disagio per i figli e pesare fortemente sul loro sviluppo. In questi casi può essere utile per la coppia che vuole riorganizzare il futuro assetto familiare in vista o in seguito ad una separazione o ad un divorzio, decidere di effettuare un percorso di mediazione familiare.

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Molti ragazzi alla fine di un ciclo scolastico si trovano a fare i conti con tante domande:

  • “Come faccio a scegliere la scuola superiore?”
  • “Quale università mi conviene frequentare?”
  • “Vorrei fare un certo lavoro, ma mi interessano materie diverse… che faccio?”
  • “Meglio una scuola vicina con i compagni che già conosco o una lontana che sembra migliore?”
  • “Mi piace quella scuola ma non so se sono portato… la scelgo lo stesso?”
  • “E se poi cambiassi idea?”

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Sempre più spesso accade che gli alunni presentino delle difficoltà scolastiche, che la scuola inviti i genitori a fare delle valutazioni più approfondite e che i genitori si preoccupino di come aiutare i propri figli con la scuola. Alcune domande sul bambino o ragazzo possono aiutare a capire quando è il caso di rivolgersi ad un esperto:

  • Legge troppo lentamente o compiendo molti errori?
  • Dà l’impressione di non capire bene quello che legge?
  • I suoi quaderni sono pieni di errori di ortografia o scritti in modo illeggibile?
  • Quando deve fare i compiti il suo umore cambia notevolmente e diventa triste o nervoso?
  • Dà l’impressione di essere in difficoltà se deve risolvere un problema di matematica?
  • Ha difficoltà a fare i calcoli aritmetici, come se ad un certo punto “si perdesse”?

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Lo psicologo è un laureato in psicologia che ha svolto un anno di tirocinio ed ha effettuato l’esame di stato; l’attività dello psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona.

Lo psicoterapeuta è il professionista psicologo, o anche medico, che ha conseguito una specifica formazione professionale di durata almeno quadriennale, presso scuole pubbliche o private riconosciute.

La psicoterapia utilizza mezzi psicologici (verbali e non verbali) ed esclude invece strumenti fisici, chirurgici o farmacologici; il fine della psicoterapia è quello di trattare problemi di natura psichica, anche se a volte questi si esprimono con sintomi somatici. Consiste nello stabilire una relazione in piena libertà tra due persone (lo psicoterapeuta e il paziente) ed è una relazione professionale: esistono cioè un professionista preparato (lo psicoterapeuta) ed un aspetto contrattuale del rapporto (che non è né occasionale, come tra due conoscenti, né gratuito, come tra amici e parenti).

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Molto spesso le famiglie arrivano in consultazione per un sintomo manifestato dal bambino, come paure, disturbi del comportamento, disturbi del sonno, difficoltà nel linguaggio, fobia scolare, tic, disordini alimentari, comportamenti violenti o ribelli, atti di prevaricazione sui propri compagni..

Tutti questi sintomi o comportamenti assumono significati diversi secondo il modo in cui vengono osservati.

Se questi fenomeni vengono letti come forma di disagio esclusivamente del bambino, allora saranno letti come comportamenti “malati” da analizzare e curare; se, al contrario, si considera la famiglia come un sistema attivo di cui il bambino fa parte e nel cui ambito un comportamento “diverso” può assumere un significato evolutivo, allora importante diventa capire che significato abbia per la famiglia in un determinato momento del suo ciclo vitale (Andolfi, 1990).

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La definizione del termine adolescenza abbraccia una fascia di età piuttosto ampia, che va dagli 11 ai 21 anni circa. Sono quindi diversi i disagi che posso indurre un ragazzo o una ragazza, o i genitori per suo conto, a chiedere una consulenza psicologica, e diverse le modalità terapeutiche che possono ritenersi più indicate.

I motivi che possono portare un adolescente in terapia sono molteplici: difficoltà scolastiche, comportamenti aggressivi in famiglia o verso i coetanei, disturbi d’ansia, depressione, atti di autolesionismo..

E’ una scelta difficile che spesso viene messa in atto dopo una serie di tentativi falliti per cercare di risolvere le difficoltà che vanno dai comportamenti punitivi da parte dei genitori, suppliche al ragazzo o alla ragazza di cambiare atteggiamento, tentativi di intervento della scuola, cambio di istituto scolastico..

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La psicoterapia è una forma di aiuto che cura attraverso il rapporto interpersonale. E’ una disciplina che si occupa di conoscere e utilizzare tutte le risorse possibili per permettere il miglioramento delle condizioni psichiche della persona, la ripresa o la continuazione dello sviluppo psicologico nelle sue varie fasi, aiutandola ad affrontare meglio e a superare gli ostacoli che si presentano nel suo cammino, con l’obiettivo più o meno esplicito di migliorare le sue capacità di affrontare le difficoltà della vita.

La psicoterapia individuale, nel centro Psicoattivamente, si svolge in un contesto “faccia a faccia”: paziente e terapeuta, cioè, si trovano seduti uno di fronte all’altro, in un contesto protetto e riservato. L’inizio di un percorso psicoterapeutico è sempre preceduto da un incontro di conoscenza, che nel nostro centro è sempre gratuito, e da una successiva fase di consulenza. Durante la consulenza il terapeuta raccoglie le notizie, le motivazioni che hanno condotto la persona a chiedere aiuto, ascolta ed insieme si decide se c’è l’opportunità di un percorso psicoterapeutico e quali sono gli obiettivi.

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L’approcco sistemico-relazionale pone la sua attenzione su quanto avviene nell’ambito delle relazioni umane. L’interesse del terapeuta è posto, cioè, non su ciò che succede all’interno della mente, ma sulle relazioni che ogni individuo instaura con l’ambiente esterno e con gli altri.
I disturbi psicologici acquisiscono una funzione precisa, e quindi un significato, all’interno del sistema relazionale in cui emergono, e in particolare all’interno della famiglia, sistema di riferimento principale nell’esperienza emotiva di un individuo.
Quelle con i membri della nostra famiglia d’origine sono relazioni specifiche, uniche e necessarie per lo sviluppo di ognuno. L’identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto, un eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.

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La terapia di coppia è un intervento terapeutico che si pone l’obiettivo di aiutare i membri di una coppia a superare i momenti difficili che incontrano nel loro percorso insieme. Tali difficoltà possono riguardare e si possono manifestare in molti modi diversi: attraverso difficoltà di comprensione reciproca, problemi nella sfera sessuale, divergenze nello stile genitoriale, tradimenti.

I componenti della coppia si scelgono sulla base di profondi bisogni reciproci, e con il passare del tempo tali bisogni possono cambiare, così che l’altro può sembrare non più in grado di rispondere alle proprie esigenze. Inoltre il cambiamento sociale dei ruoli maschile e femminile pone spesso le persone in uno stato di confusione rispetto al proprio ruolo all’interno della coppia. Ci sono poi fasi della vita che pongono la coppia di fronte a bivi che richiedono un aggiustamento ed una nuova contrattazione di ruoli e posizioni nella coppia: la nascita dei figli, la malattia o la perdita dei genitori, difficoltà lavorative..

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La terapia familiare è una forma di psicoterapia che si svolge tramite incontri a cui partecipano, di regola, tutti i membri della famiglia. L’intento è di capire insieme come la storia delle relazioni possa aver portato ad una situazione di sofferenza della famiglia ed eventualmente alla presenza di un sintomo in uno dei membri. Nella terapia familiare, quindi, l’attenzione è spostata dall’individuo alla famiglia, intesa come “sistema”. Il terapeuta familiare non considera colui o colei che presenta il sintomo, come “il problema”, bensì come la persona che, attraverso il proprio disagio, porta una difficoltà di tutto il sistema familiare. Il sintomo, quindi, acquista una sua specifica funzione ed un particolare significato che viene considerato all’interno delle relazioni familiari.

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I tic sono movimenti rapidi ed involontari, che non è possibile arrestare se non per breve tempo; vengono definiti semplici se sono costituiti da movimenti brevi e stereotipati del volto, delle spalle e degli arti ed in complessi se costituiti da sequenze di movimenti.

I più frequenti sono quelli che riguardano il volto e se si associano tra loro possono apparire come espressioni mimiche particolari, rappresentando ad esempio la rabbia, il disgusto, la paura.

Possono presentarsi anche attraverso atti, come l’emissione di suoni o ripetizione di parole.

I tic sono sempre movimenti improvvisi e senza finalità che tendono a ripetersi con un ritmo irregolare.

Non disturbano i movimenti volontari e non sono presenti nel sonno.

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Valutazione Psicologica per certificazione necessaria in-caso di intervento di chirurgia bariatrica
A quanti decidono di sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica viene richiesto, assieme ad altri accertamenti pre-operatori, una valutazione delle condizioni psichiche ed emotive da parte di uno psicologo o uno psichiatra, come prescritto dalla totalità delle linee guida internazionali (IFSO-EC/EASO/ECOG/ITOF 2007; AACE/TOS/ASMBS 2008; NICE 2006) e nazionali (SICOB 2006).
Gli strumenti con cui si realizza la valutazione psichiatrica-psicologica per la chirurgia bariatrica sono il colloquio clinico e i test psicodiagnostici.

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