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Centro di Psicologia e Psicoterapia

ANORESSIA E BULIMIA: UNA PROSPETTIVA RELAZIONALE

di Francesca Di Bastiano
 
L’anoressia e la bulimia rappresentano uno dei fenomeni contemporanei in crescente aumento tra le adolescenti e gli adolescenti dei paesi occidentali.
Studi epidemiologici internazionali portano a stimare, nelle donne di età compresa tra i 12 e i 22 anni, una prevalenza dell’anoressia nervosa pari allo 0,0-0,9{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} (media: 0.3{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}) e della bulimia nervosapari all’1-2{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}. Il 3,7-6,4{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} della popolazione sarebbe infine affetto dai disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (disturbi del comportamento alimentare-Nas): per queste forme l’età media d’esordio si colloca intorno ai 17 anni. Il rapporto tra femmine e maschi è di circa 9 a 1, ma il numero dei maschi è in crescita soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale (Rapporti ISTISAN 13/6).
Le cause dei disturbi del comportamento alimentare non sono ben definite e certamente non univoche, ma multifattoriali, comprendenti cioè tanto fattori psicologici che biologici. Inoltre considerando i grandi numeri di cui si parla non si può non tenere conto di tale fenomeno non analizzandone la complessità che lo caratterizza e considerarlo come il risultato dell’interazione di aspetti sociali, individuali, e familiari.
Da un punto di vista sociale bisogna considerare un momento storico ed economico, che soprattutto nei paesi occidentali, manda un messaggio contraddittorio e paradossale: infatti da una parte più si viene invitati a consumare in maniera eccesiva e compulsiva qualsiasi tipo di bene si ha a disposizione e quindi anche il cibo, dall’altra la società ci propone un modello per cui la magrezza e ancor più una corporeità androgina, sono una delle chiavi del successo.
Come abbiamo descritto anoressia e bulimia insorgono prevalentemente in età adolescenziale, e con un’incidenza notevole tra le ragazze rispetto ai ragazzi. Se la differenza di genere è facilmente correlabile ai fattori sociali, l’età di insorgenza è più prettamente legata a fattori individuali e familiari.
Spieghiamoci meglio: come si sa l’adolescenza è la fase della vita in cui l’identità si forma e in cui si cerca una propria individuazione rispetto alla famiglia di origine, per passare dall’infanzia all’età adulta.  Uno dei comportamenti che solitamente si agisce per individuarsi è un’opposizione per tutto quello che dalla famiglia di origine viene proposto e tutto quello che ha caratterizzato la vita di ciascun individuo fino a quel momento: nelle adolescenti anoressiche e bulimiche questa opposizione  prende la forma del rifiuto (del cibo nelle anoressiche, vomito autoindotto nelle bulimiche). Allo stesso tempo però il rifiuto del cibo e quindi la mancanza di nutrimento per il corpo sembra agire nella direzione opposta al bisogno di individuazione e di affermazione, anche di una propria identità corporea femminile dello sviluppo della sessualità e dei comportamenti che l’accompagnano. È in questa ambivalenza che risiede la sofferenza delle ragazze anoressichecioè la contrapposizione tra il bisogno di crescere e individuarsi e l’impossibilità di farlo. Il rifiuto del cibo cosi sembra rappresentare la migliore modalità per assolvere entrambi i compiti, l’opposizione che sottende la spinta individuativa tipici della fase adolescenziale e contemporaneamente non abbandonare uno stato di dipendenza tipico dell’infanzia, “nell’illusorio tentativo di sospendere il tempo” (Onnis, 2014). (leggi tutto)

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