Anoressia

Il quadro clinico dell’anoressia è molto caratteristico.

La prevalenza del sesso femminile è di circa 10 ragazze per un ragazzo e l’età di insorgenza è fra i 13-14 e i 25 anni, per lo più tra i 15 e i 18 anni.

Si organizza in 3-6 mesi, dopo un periodo caratterizzato dal desiderio di “seguire una dieta” per perdere qualche chilo giudicato superfluo. In alcuni casi esiste una reale obesità infantile; generalmente questo desiderio è accettato dalla famiglia. Con il tempo la restrizione alimentare aumenta e la perdita di peso è considerata sempre insufficiente.

La concomitanza di un evento esterno traumatico (perdita, lutto..) può essere messa al primo posto per fornire una spiegazione dell’origine dell’anoressia e ciò rischia di fornire e mantenere l’attribuzione ad un evento esterno all’adolescente e alla famiglia. La restrizione alimentare si stabilizza associando i tre segni caratteristici: anoressia, dimagrimento, amenorrea. Dopo il periodo iniziale in cui rimane abbastanza moderata, la condotta anoressica diviene costante e perseguita energicamente nella chiara intenzione di dimagrire.

All’inizio la fame può essere veramente percepita, provocando crisi bulimiche (episodi improvvisi durante i quali, in fretta e di nascosto, la persona ingerisce una gran quantità di cibo senza la possibilità di limitarsi), vissute con vergogna.

La paura di ingrassare è fortissima al punto da mettere in atto manovre destinate a vuotare il tubo digerente: vomito, lassativi, clisteri. La percezione del dimagrimento non è presente e, anzi, la persona continua a percepirsi come ancora troppo grassa.La perdita di peso raggiunge il 20-30{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}, in casi estremi anche il 50{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} del peso iniziale.

L’amenorrea è il secondo elemento del quadro clinico.L’anoressia è frequentemente accompagnata da un’iperattività sia fisica che intellettuale: lunghe passeggiate, nuotate, che hanno la funzione di un controllo sul corpo.

Anche l’attività intellettuale privilegia la competizione ed il controllo.

Vi è un disinteresse per la sessualità e le modificazioni corporee della pubertà vengono negate

Il tema del cibo è preponderante e tutta la famiglia si attiva nel tentare di “allettare” con pranzi gustosi e piatti speciali una figlia che in qualche modo li sfida, così come sfida tutti, in una continua lotta contro il mondo. Per passare poi a tabelle da seguire per nutrirla, e alla “prova bilancia”. Promesse di premi per l’aumento di peso e punizioni per il dimagrimento non sortiscono l’effetto sperato.

Il passo successivo è l’alimentazione forzata, che ha la funzione di riportare la ragazza anoressica ad un peso accettabile ma che purtroppo non sfiora neppure quali siano le motivazioni sottostanti e non aiuta a comprendere e a modificare le problematiche emotive da cui l’anoressia origina. 

Silvia Sossi                                                                                    

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