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Chi siamo

D.ssa Lucia Maulucci

La dottoressa Lucia Maulucci è laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Psichiatria e Psicoterapia ad indirizzo psicodinamico, presso l’Università Cattolica di Roma. È iscritta all’ordine dei medici di Roma dal 2001 posizione M50702.

Collabora con il centro Psicoattivamente come consulente psichiatra e psicoterapeuta infantile.

Ha alle spalle un’esperienza pluriennale di attività ambulatoriale nelle istituzioni in particolare presso l’Ambulatorio dell’Età Evolutiva del Servizio di Consultazione Psichiatrica del Policlinico Gemelli di Roma.

L’attività clinica si è accompagnata ad un’intensa attività di ricerca in ambito universitario, anche internazionale, sulla diagnosi precoce del disagio psicologico infantile e sulla prevenzione e il trattamento della depressione postpartum.

È docente a contratto presso l’Università Cattolica di Roma in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione  e in Pedagogia.

Curriculum formativo

–      2007Dottorato di Ricerca in Ricerche e Metodologie Avanzate in Psicoterapia presso l’Università Cattolica di Roma.

–      2003: Diploma di Specializzazione con lode in Psichiatria e Psicoterapia  presso l’Università Cattolica di Roma.

–      2001: Corso di perfezionamento in Psicopatologia dell’emigrazione e dell’esilio, presso l’Università Cattolica di Roma.

–      Iscrizione all’Ordine dei medici di Roma

–      1999. Laurea con lode In Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica di Roma.

Attività clinica e di ricerca :

–       Dal 1997 al 2012 ha lavorato presso l’Istituto di Psichiatria e Psicologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Svolgendo attività di ricerca a livello universitario sulla prevenzione precoce della psicopatologia in età evolutiva e sulla psichiatria perinatale e sul sostegno alla genitorialità.

–       Attualmente lavora come psichiatra e psicoterapeuta di adulti, bambini e adolescenti.

 

Curriculum scientifico:

Dal 2006 è docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di Roma, nel Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica.

Dal 2004è docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università Cattolica di Roma, nel Corso di Laurea in Logopedia.

Nel 2006docente nel Corso di Perfezionamento “Il corpo e la mente nella psicopatologia dell’adolescenza” presso l’Università Cattolica di Roma.

Dal 2007 al 2010 docente di Neuropsichiatria Infantile presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Consorzio Fortune, Roma.

Dal 2004 al 2010 assistente alla Cattedra di Neuropsichiatria Infantile presso la LUMSA, Roma.

Dal 2003 al 2007 coordinatrice scientifica e docente del “Corso di perfezionamento per la prevenzione della perversione, pedofilia e condotte sessuali violente” presso l’Università Cattolica di Roma.

Nel 2005 docente di Neuropsichiatria infantile nel Corso di Laurea in Logopedia presso l’Università Cattolica di Roma.

Nel 2004 docente dei seminari “Cambiamento del ciclo di vita e situazioni a rischio”nel corso di formazione per operatori sanitari “Progetto Nostos”, sulla prevenzione del disagio delle madri lavoratrici

Nel 2003 coordinatrice scientifica e docente del “Corso di perfezionamento in Psicotraumatologia” presso Università Cattolica di Roma.

Dal 2002 al 2004 docentediPsichiatria II, nel Corso di Diploma per Educatori Professionali, presso l’EISS (Ente Italiano per i Servizi Sociali) di Roma.

Pubblicazioni:

è autrice di oltre 30 pubblicazioni, tra le quali acquistano particolare rilevanza

–       “Luci ed ombre sulla vita nascente”, De Rosa E., Maulucci L., Maulucci S., Magi ed., 2009.

–       “Cenni di neuropsichiatria infantile”,  in Prontuario di psichiatria di Janiri , Martinotti , Caroppo,

Ha partecipato, anche come relatrice, a numerosi congressi internazionali e nazionali, tra I quali:

–       XI International Congress on Child Abuse and Neglect, 18-21 agosto 1996, Dublino Irlanda

–       7th Congress of World Association for Infant Mental Health, 26-30 luglio 2000, Montreal, Canada.

–       11st World Congress of World Association for Infant Mental Health, 2-6 agosto 2008, Yokohama, Japan

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Chi siamo

D.ssa Marzia Toscano

Sono laureata in Psicologia e specializzata in psicoterapia cognitiva presso la Scuola Quadriennale di Specializzazione in psicoterapia Cognitiva dell’ Associazione di Psicologia Cognitiva, Roma.

Iscritta dal all’Albo degli Psicologi del Lazio, da ottobre 2005, sono abilitata all’esercizio della psicoterapia.

Lavoro presso il Centro Psicoattivamente, sede Via Simone Martini – 136- Roma, dove svolgo attività di consulenza e psicoterapia individuale, di coppia e familiare.

Presso lo “Studio medico Pasteur” mi occupo, inoltre, della valutazione neuropsicologica di pazienti con deficit di funzioni cognitive e della progettazione e realizzazione di progetti riabilitativi.

Presso l’Unità Operativa Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Ambulatorio Asl Rm/E, svolgo attività’  di valutazione e trattamento psicoterapico ambulatoriale, di studio e ricerca sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare, con redazione di articoli tematici.

Faccio parte del Comitato Scientifico e di redazione di articoli di studenti della scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva, sezione Disturbi d’ansia e Disturbi del Comportamento Alimentare della rivista telematica “Psicoterapeuti in formazione” dell’APC-SPC Roma

Dal dicembre 2006 al dicembre 2007 , presso l’Associazione Italiana Malati di Cancro- parenti e amici (AIMaC), ho lavorato effettuando colloqui di sostegno ai pazienti oncologici e familiari ed occupandomi della divulgazione di opuscoli ed altro materiale informativo, supporto informativo attraverso ricerche specializzate e personalizzate su banche dati nazionali ed internazionali.

Come psicologa volontaria ho svolto, dal luglio 2006 al luglio 2008, attività’ clinica e somministrazione di test presso il Centro di Salute Mentale della ASL RM/C

Curriculum formativo

2009 Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola Quadriennale di Specializzazione in psicoterapia Cognitiva dell’ Associazione di Psicologia Cognitiva, Roma

2005 Abilitazione all’esercizio della professione di Psicologo presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio

Da Marzo 2005 a Dicembre 2005 Corso di formazione specialistica in Psicologia Ospedaliera: “Il ruolo dello psicologo nelle aziende sanitarie” , agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio

Novembre 2003 Laurea in Psicologia clinica e di comunità’ presso l’Universita’ degli Studi di Roma La Sapienza

Attività’ di aggiornamento

11-13 aprile 2014 Corso di formazione all’applicazione dell’EMDR “Applicazione del protocollo EMDR nei disturbi di personalità’ , certificazione EMDR secondo livello

30 giugno 2014 Workshop “Trauma Attaccamento e Corpo”

Settembre 2013 Corso di formazione all’utilizzo del EMDR primo livello presso EMDR Italia

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D.ssa Valentina Desideri

Sono laureata in psicologia e specializzata con lode in psicoterapia strategica integrata presso la Scupsis – Scuola di Psicoterapia Strategica Integrata Seraphicum.

Lavoro presso il Centro Psicoattivamente, sede Via Simone Martini 136 – Roma, dove svolgo attività di CONSULENZA PSICOLOGICA e PSICOTERAPIA INDIVIDUALE con adolescenti e adulti rispetto a problematiche quali: stati d’ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari, elaborazione del lutto, disturbi ossessivo-compulsivi, fobia sociale, agorafobia, blocchi evolutivi e questioni esistenziali.

Inoltre, svolgo attività di PSICOTERAPIA DI COPPIA (o terapia familiare) per affrontare tutte quelle situazioni di disagio quali: conflittualità, incomunicabilità, tradimento, separazione o i casi in cui la difficoltà di riuscire ad avere un figlio rischia di stravolgere e sconvolgere l’equilibrio presente all’interno della coppia.

Come specialista in ORIENTAMENTO scolastico e professionale, offro consulenze in questo ambito all’interno dello sportello di Orientamento del Centro Psicoattivamente, e inoltre svolgo l’attività di preparazione ai colloqui di selezione.

Specializzata in TECNICHE DI RILASSAMENTO, tengo corsi individuali e di gruppo per apprendere la tecnica del TRAINING AUTOGENO.

Tra gli strumenti clinici che utilizzo c’è la fototerapia e in particolare l’autoritratto fotografico-psicologico.

Qualifiche conseguite

  • Specializzazione in psicoterapia presso la SCUPSIS: Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategica Integrata
  • Operatrice in tecniche di rilassamento e Training autogeno
  • Insegnante del metodo Ossa per la vita ® di Ruthy Alon
  • Mediatore civile e commerciale
  • Laurea in Psicologia indirizzo clinico e di comunità (V.O.) presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” .

Curriculum lavorativo

  • 2008 – in corso: Psicologa Psicoterapeuta. Consulenza psicologica e psicoterapia evolutiva e supportiva a individui, coppie e famiglie presso il Centro Psicoattivamente e altri studi privati.
  • 2005 – in corso: Consulente aziendale. Si occupa prioritariamente di selezione del personale, valutazione delle competenze, progettazione e docenza di vari corsi formativi e progettazione e erogazione di interventi inerenti lo stress lavoro correlato.
  • 2010 – in corso: Membro del Consiglio Direttivo dell’associazione fotografica Prospettiva 8 e docente nei corsi di formazioni della macroarea Fotografia/Psicologia.
  • 2017-2018: Docente presso università per adulti UNIA.
  • 2013-2014: Psicologa. Sportello di consulenza psicologica presso Scuola Elementare Oasi Madre Serafina
  • 2010: Docente presso l’Istituzione formativa  Rieti  nel progetto di prevenzione e contrasto al disagio giovanile e abbandono scolastico “Uniamo i battiti per abbattere l’abbandono”, finanziato dalla Regione Lazio.
  • Settembre 2009 – Gennaio 2010: Elaborazione e coordinamento in loco del progetto di clownterapia “Sorridiamo Insieme”, presso il St. Mary Polyclinic di Lucknow – India.
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D.ssa Laura Cenni

Sono laureata in Psicologia e specializzata in Psicoterapia Sistemico Relazionale presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia diretta dal prof. Maurizio Andolfi.

Iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio dal 1999 con posizione n° 8018, sono abilitata all’esercizio della psicoterapia.

Lavoro presso il Centro Psicoattivamente, sede in via Simone Martini 136 – Roma, dove svolgo attività di consulenza e psicoterapia individuale, di coppia e familiare.

Dal 2006 al 2013 ho collaborato con la Cooperativa Sociale “La Sponda” come responsabile di un “Centro per le famiglie” sito a Guidonia Montecelio, un Progetto Intercomunale del Distretto RMG2”, coordinando i servizi di assistenza domiciliare minori e incontri protetti segnalati dai  Servizi Sociali del Distretto, ed effettuando interventi nelle scuole sui temi dell’integrazione e della dispersione scolastica. Nell’ambito dello stesso progetto ho assunto il ruolo di psicologa nel fornire consulenza e sostegno alle famiglie, sostegno alla maternità e alla genitorialità con la conduzione di gruppi di genitori con figli in età adolescenziale, con bambini da 0 a 3 anni, e gruppi di auto mutuo aiuto di famiglie affidatarie.

Dal 2011 al 2012 ho collaborato con il Consorzio Parsifal in un  progetto dal titolo “Io mi affido…e tu?”, promosso dal Municipio Roma Centro Storico con le finalità di promuovere la cultura dell’affido e dell’accoglienza attraverso dei momenti di informazione e di sensibilizzazione di persone singole, coppie o famiglie.

Nel 2010, organizzazione e presentazione di una relazione al Convegno “Famiglie al Centro”,svolto a Villanova di Guidonia nell’ambito del Progetto Intercomunale “Centri per la famiglia” gestito dalle cooperative LA SPONDA e COTRAD.

Nel 1999 ho pubblicato un articolo dal titolo “L’educazione socio-affettiva, uno strumento di empowerment per i genitori”, su Psicologia e Scuola, n°97 – 1999-2000 GIUNTI.

Dal 1997 al 2004 ho lavorato presso il Centro Sperimentale per l’autismo “Anni Verdi” a Roma con bambini con disturbi generalizzati dello sviluppo, somministrando una batteria di test per effettuare la diagnosi iniziale, definendone le modalità d’intervento e di attuazione del trattamento. Ho svolto nel contempo attività di counseling alle famiglie e la collaborazione in rete con tutti i servizi interessati.

Curriculum formativo

  • 2010  Corso di mediazione familiare presso la Scuola Romana di Psicoterapia familiare, via Reno,30.
  • 2009  Corso intensivo “ Terapia familiare con adolescenti problematici”, presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia, via Guattani, 15.
  • 2006  Diploma di specializzazione presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia (scuola di formazione in psicoterapia sistemico-relazinale), direttore  prof. Maurizio Andolfi (scuola di specializzazione regolarmente riconosciuta dal M.U.R.S.T.).
  • 1999  Iscrizione all’Albo degli Psicologi della Regione Lazio.
  • 1998 Corso di aggiornamento e formazione “Neuropsicomotricità: l’intervento educativo riabilitativo dell’alunno con handicap fisico e/o psichico presso il Centro Studi per l’Evoluzione Umana, Roma.
  • 1998 Corso di formazione biennale in “educazione socio-affettiva” presso l’Associazione A.I.G.O. via Boito, Brescia.
  • 1997  Laurea in Psicologia, conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
  • 1996 Corso di formazione per futuri operatori socio-sanitari nel settore della prevenzione e della terapia dell’HIV, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
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psicoterapia

Psicoterapia individuale

La psicoterapia è una forma di aiuto che cura attraverso il rapporto interpersonale. E’ una disciplina che si occupa di conoscere e utilizzare tutte le risorse possibili per permettere il miglioramento delle condizioni psichiche della persona, la ripresa o la continuazione dello sviluppo psicologico nelle sue varie fasi, aiutandola ad affrontare meglio e a superare gli ostacoli che si presentano nel suo cammino, con l’obiettivo più o meno esplicito di migliorare le sue capacità di affrontare le difficoltà della vita.

La psicoterapia individuale, nel centro Psicoattivamente, si svolge in un contesto “faccia a faccia”: paziente e terapeuta, cioè, si trovano seduti uno di fronte all’altro, in un contesto protetto e riservato. L’inizio di un percorso psicoterapeutico è sempre preceduto da un incontro di conoscenza, che nel nostro centro è sempre gratuito, e da una successiva fase di consulenza. Durante la consulenza il terapeuta raccoglie le notizie, le motivazioni che hanno condotto la persona a chiedere aiuto, ascolta ed insieme si decide se c’è l’opportunità di un percorso psicoterapeutico e quali sono gli obiettivi.

A volte è la presenza di un sintomo a condurre la persona a chiedere una consulenza come un disturbo d’ansia, un disturbo di panico, sintomi depressivi, fobici o di altro tipo. Altre volte chi si rivolge a noi desidera farsi aiutare a comprendere perché non riesce ad avere una vita sentimentale ed affettiva soddisfacente. O perché non riesce ad affrontare ed elaborare il lutto di una persona cara, o ad affrontare la propria o altrui malattia. O ad uscire da sentimenti di tristezza e frustrazione legati a problemi lavorativi. O perché si rende conto di non essere riusciti a risolvere antichi conflitti con i familiari.

I motivi che possono condurre ad iniziare un percorso psicoterapeutico sono quindi molti e  diversi, ma chiedere aiuto e sostegno non significa delegare a qualcun altro, al contrario è un modo per agire in prima persona. Attraverso la relazione psicoterapeutica, infatti, si può comprendere come agire per poter stare meglio, si possono individuare risorse personali che in alcuni momenti della vita si fa fatica a riconoscere. Paziente e terapeuta lavorano insieme per comprendere la natura delle difficoltà e produrre dei cambiamenti o per stimolare nuovi modi di osservare gli eventi.

La psicoterapia individuale nel Centro Psicoattivamente  è strutturata in modo, quindi, da rispondere non solo all’espressione di diverse patologie, ma anche alle diverse difficoltà che le persone affrontano durante il proprio ciclo di vita, attraverso la valorizzazione delle competenze personali e relazionali, l’attenzione alla storia, al contesto attuale e alle modalità di comunicazione interpersonale.

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psicoterapia

Mediazione familiare

Quando nell’ambito familiare si vive un forte conflitto può capitare che il mondo sembri crollare sotto ai nostri piedi per la mancanza di prospettive e soluzioni concrete: la comunicazione appare impossibile tanto da farci sentire come appartenenti a mondi diversi che parlano linguaggi incomprensibili e questo blocca le possibilità decisionali di ciascuna delle parti coinvolte. Il conflitto prolungato e la tensione vissuta in casa possono essere una grande fonte di sofferenza e disagio  per i figli e pesare fortemente sul loro sviluppo.  In questi casi può essere utile per la coppia che vuole riorganizzare il futuro assetto familiare in vista o in seguito ad una separazione o ad un divorzio, decidere di effettuare un percorso di mediazione familiare.

“Nella vita non ci sono situazioni disperate: ci sono soltanto persone che hanno perso ogni speranza di risolverle”

Clare Boothe Luce

Il mediatore familiare, cioè, assumendo una posizione neutrale ed imparziale, aiuta i genitori a mantenere la continuità del loro ruolo genitoriale e a portare alla luce le loro preoccupazioni, che continuano ad essere presenti anche se oscurate dalla rabbia e dalla tristezza derivanti dalla fine della loro relazione come partner. I genitori vengono aiutati a concentrarsi sui bisogni individuali e sui sentimenti dei loro figli e a elaborare progetti genitoriali per loro. Per mediazione familiare si intende“un processo collaborativo di risoluzione del conflitto” che mira a ristabilire il dialogo tra le partie rappresenta oggi uno strumento che offre alla coppia un’opportunità per promuovere le risorse ed esplorare soluzioni innovative e personalizzate ai loro conflitti con l’obiettivo di realizzare  un  progetto di riorganizzazione delle relazioni che rispetti i bisogni di ogni membro della famiglia, con un’attenzione particolare all’interesse dei figli.

Va sottolineato, tuttavia, che la mediazione familiare non è necessariamente rivolta alle coppie che hanno già deciso di separarsi: in quanto servizio di aiuto in caso di conflittualità familiare, possono chiedere una mediazione tutti coloro che vivono una situazione di conflitto in famiglia e che sentono il bisogno di trovare uno spazio neutro in cui confrontarsi per chiarire la propria posizione, le proprie idee, o ritrovare un proprio ruolo coniugale o genitoriale corroso dal tempo o da situazioni conflittuali.

La mediazione può anche essere utilizzata tra genitori e adolescenti che se ne sono andati di casa, tra fratelli che non riescono a trovare un accordo sull’opportunità di affidare i genitori anziani a un ricovero, o tra il primo e il secondo consorte e, eventualmente, i figli nati da entrambi i matrimoni coinvolti in una disputa ereditaria.

La mediazione familiare è stata introdotta con l’art. 2 della legge c.d. sull’affidamento condiviso n. 54/2006 che ha aggiunto l’art. 155 sexies al codice civile. Ai sensi di tale norma, “Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti,tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”. Questa legge quindi,  riconosce e favorisce il raggiungimento di una soluzione consensuale del conflitto, specie laddove il disaccordo riguardi la gestione dei figli.

Per favorire tale soluzione, oltre al tentativo che compie il Giudice in sede di comparizione delle parti dinanzi a sé, egli può disporre un differimento dell’udienza stessa ed anziché disporre d’ufficio e d’autorità i provvedimenti inerenti la prole, rinviare ad altra udienza in modo da consentire ai genitori di avvalersi di persone specializzate nella mediazione e così trovare un accordo.

 

Quanto dura la mediazione familiare?

Il percorso della mediazione è di breve durata, la coppia genitoriale deve recuperare nel minor tempo possibile la propria capacità ed autonomia decisionale, soprattutto nell’interesse dei figli, inevitabilmente coinvolti nella difficile situazione.

La fiducia nelle capacità genitoriali, una volta riscoperta, deve essere gestita in prima persona, senza le interferenze di altri. Lo svolgimento delle fasi di mediazione familiare in un numero limitato di incontri comporta un vantaggio per la coppia separata sia in termini emotivi, affettivi ed interpersonali, che economici: la mediazione familiare è senza dubbio conveniente rispetto alle lunghe procedure legali.

Il tempo della mediazione familiare consiste nel passaggio attraverso quattro fasi per un numero totale di circa 12 incontri al massimo. La scansione della durata e degli incontri del processo di mediazione è gestita dal mediatore, che ha il compito di rispettare e far rispettare le regole fondamentali della mediazione.

  • una prima fase di due o tre incontri, comporta per il mediatore il tentativo di definire il problema che vive la coppia, di fare emergere le condizioni che supportano la conflittualità e di considerare con competenza professionale le aspettative di entrambi i coniugi, spesso diverse e talvolta contrapposte.
  • la seconda fase è caratterizzata dalla raccolta delle informazioni sulla storia di vita della coppia e della famiglia. Questa fase è quella definita di “premediazione”, nella quale si introduce il cambiamento al modello familiare e si prepara il “negoziato”.
  • La terza fase è quella che realizza l’accordo e pone le basi per  l’atto negoziale, che comporta la formulazione di idee per il proseguimento della relazione “genitoriale” e ipotizza le possibili conseguenze per i componenti della famiglia nella nuova “mappa” delle relazioni. Lo scioglimento del matrimonio, dopo il divorzio legale e psichico dei coniugi non interrompe il vincolo della genitorialità. Per il benessere dei figli e per  il proprio, le liti, i dissapori, il livore e i sentimenti di vendetta dovranno cedere il passo ad un rapporto di collaborazione a vita per un esercizio maturo della genitorialità, ispirato e  alimentato dall’amore verso i propri figli.
  • Il quarto momento è la chiusura della mediazione, che avvia la coppia genitoriale al proseguimento del cammino in modo autonomo, indipendente da terzi, mantenendo però, come punti fermi i risultati del percorso realizzato.

I sentimenti universali che ispirano una unione d’amore dovranno accompagnare anche la vita che segue la separazione.

Lealtà, equilibrio, uguaglianza, empatia, comunicazione, saranno gli ingredienti che consentiranno ai coniugi separati di superare le crisi di sviluppo e le crisi situazionali che la vita presenta con le sue molteplici sfaccettature. La mediazione familiare si pone proprio questo come principale obiettivo, finalizzato al benessere dei figli e della coppia genitoriale stessa.

 

Laura Cenni

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psicoterapia

Disturbi sessuali

La Sessuologia Clinica, attraverso la terapia sessuale, propone un approccio terapeutico di solito breve e focalizzato al problema da risolvere, utilizzando il colloquio psicologico di coppia o individuale e integrando, ove necessario, delle semplici “mansioni” o “esercizi” da fare a casa, per poter mettere in pratica durante la settimana quanto emerso nel corso delle sedute.

Le disfunzioni sessuali possono essere un campanello d’allarme nella vita di coppia, spesso si instaurano in periodi di crisi e hanno una base per lo più psicologica, piuttosto che organica. Queste si definiscono “disfunzioni secondarie”, poiché entrano in campo dopo un periodo di funzionamento sessuale “normale”. Esistono poi una serie di disfunzioni sessuali “primarie” che definiscono invece aree problematiche che sono da sempre tali. In entrambi i casi occorre stabilire la causa del malfunzionamento nella sfera sessuale: se si tratta di patologie organiche, il sessuologo collabora anche con il medico specialista di competenza (andrologo, ginecologo, endocrinologo), se si tratta di patologie psicologico-relazionali si interviene semplicemente con una psicoterapia sessuale mirata.

Le principali disfunzioni sessuali sono le seguenti:

UOMINI DONNE

DISFUNZIONE ERETTILE (impotenza)

Quando è insufficiente o assente l’erezione del pene, dunque è impossibile la penetrazione

 

 

 

 

VAGINISMO E DISPAREUNIA (DOLORE DURANTE IL RAPPORTO SESSUALE)

Il vaginismo è la ricorrente e persistente contrazione involontaria dei muscoli all’ingresso della vagina, in assenza di cause fisiche o problemi anatomici. Il vaginismo è, infatti, uno spasmo involontario dei muscoli che circondano la vagina che, chiudendo l’apertura vaginale, rende la penetrazione difficile e dolorosa, a volte impossibile.

La dispareunia consiste nel provare dolore genitale durante o, più raramente, dopo il rapporto sessuale.

 

EIACULAZIONE PRECOCE

Quando l’uomo è incapace o ha difficoltà ad esercitare il controllo sull’eiaculazione e in più della metà dei rapporti sessuali, eiacula prima del partner

 

DISTURBO DELL’ORGASMO FEMMINILE e ANORGASMIA

Si parla di disturbo dell’orgasmo femminile quando vi è un persistente o ricorrente ritardo, o assenza totale (anorgasmia) dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale.

EIACULAZIONE RITARDATA O ASSENTE

Quando, dopo una fase normale di eccitazione sessuale, l’orgasmo maschile è sempre ritardato o addirittura assente

 

DISTURBO DELL’ECCITAZIONE

La caratteristica principale del disturbo dell’eccitazione è l’incapacità di raggiungere e mantenere, fino al completamento dell’attività sessuale, una lubrificazione e/o tumescenza (gonfiamento) vaginale, in risposta ad una eccitazione sessuale. In questo tipo di disturbo non si verifica un gonfiore dei genitali esterni né lubrificazione vaginale, dunque la donna non percepisce alcuna sensazione di attivazione sessuale.

CALO DEL DESIDERIOQuando si ha poco o nessun interesse per le attività sessuali CALO DEL DESIDERIOQuando si ha poco o nessun interesse per le attività sessuali

 

ANSIA DA PRESTAZIONE

L’ansia che deriva dalle prestazioni sessuali rappresenta un problema molto diffuso: la pressione mediatica riguardante tutto ciò che concerne il sesso, ha spesso come risultato la paura della prestazione, il timore di non piacere, di non essere abbastanza capaci, di non essere all’altezza del proprio partner. La paura dell’eventuale insuccesso pone il soggetto in una condizione di difficoltà nello svolgere l’atto sessuale e di conseguenza finisce per mettersi in una condizione di subalternità rispetto al partner sessuale che può valutarne la adeguata esecuzione. L’insicurezza della riuscita diventa causa sufficiente per la non riuscita. L’ansia da prestazione sessuale causa, nell’uomo, problemi quali la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce

ANSIA DA PRESTAZIONE

L’ansia che deriva dalle prestazioni sessuali rappresenta un problema molto diffuso: la pressione mediatica riguardante tutto ciò che concerne il sesso, ha spesso come risultato la paura della prestazione, il timore di non piacere, di non essere abbastanza capaci, di non essere all’altezza del proprio partner. La paura dell’eventuale insuccesso pone il soggetto in una condizione di difficoltà nello svolgere l’atto sessuale e di conseguenza finisce per mettersi in una condizione di subalternità rispetto al partner sessuale che può valutarne la adeguata esecuzione. L’insicurezza della riuscita diventa causa sufficiente per la non riuscita. L’ansia da prestazione sessuale causa, nella donna, disturbi dell’orgasmo e dell’eccitazione

MASTURBAZIONE COMPULSIVA

Masturbazione praticata in maniera incontrollata e disgiunta dal desiderio sessuale, con necessità di ricorrere alla pratica più volte al giorno togliendo tempo a lavoro, relazioni sociali e familiari

MASTURBAZIONE COMPULSIVA

Masturbazione praticata in maniera incontrollata e disgiunta dal desiderio sessuale, con necessità di ricorrere alla pratica più volte al giorno togliendo tempo a lavoro, relazioni sociali e familiari

DIPENDENZA DAL SESSO

E’ un disturbo nel quale il soggetto sperimenta una necessità patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso, e ha quindi una dipendenza dall’attività sessuale analoga a quella che si può avere per un qualsiasi tipo di droga

 

DIPENDENZA DAL SESSO

E’ un disturbo nel quale il soggetto sperimenta una necessità patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso, e ha quindi una dipendenza dall’attività sessuale analoga a quella che si può avere per un qualsiasi tipo di droga

Consultare un sessuologo consente di capire la propria situazione su basi scientifiche, nel rispetto della propria individualità, superando condizionamenti che possono allontanare dalla realtà del problema e portare ad inappropriati tentativi di soluzione “fai da te” che rischierebbero solo di perpetuare le difficoltà nel corso del tempo. La consulenza sessuologica è un importante passo verso la salute sessuale e il benessere di coppia.

Raffaella Capobianchi

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La gelosia sui social media: differenze tra uomini e donne

Lo studio ha dimostrato che gli uomini e le donne tendono a preoccuparsi di aspetti diversi: mentre gli uomini diventano più suscettibili di fronte ad una sessualità sospetta, l’ allarmismo femminile coinvolge per lo più fattori emotivi.
Le donne diventano sospettose quando il messaggio incriminante viene da un’altra donna, mentre gli uomini, se è il proprio partner ad aver digitato il messaggio.

I risultati dimostrano che gli uomini e le donne tendono ad avere diversi triggers di gelosia quando hanno tra le mani le prove concrete di un presunto inganno o tradimento da parte del partner.

Per questo studio, a 21 studenti e 23 studentesse sono stati mostrati falsi messaggi di Facebook, testimoniando che i loro partner erano infedeli o dal punto di vista sessuale o nell’essere coinvolti emotivamente da un’altra persona.
Otto brevi messaggi del tipo “Tu devi essere sicuramente la mia anima gemella! Mi sento così connesso a te, anche se non abbiamo dormito insieme” (infedeltà emotiva) oppure” Sei stato/a la migliore avventura di una notte che abbia mai avuto. La scorsa notte è stata incredibile, fuori dal mondo, sesso esplosivo”(Infedeltà sessuale), sono stati mostrati ai partecipanti.

Alcuni dei messaggi ” appena scoperti” venivano presentati come se fossero stati scritti dai propri partner altri come se fossero stati scritti da un’altra donna.

I partecipanti hanno quindi dovuto valutare quanto avrebbero sofferto se avessero scoperto tali messaggi sull’account Facebook del proprio partner, mentre veniva spiato di nascosto. (leggi tutto)

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Perdita del rispecchiamento emotivo: cosa rischiano i bimbi che passano ore davanti agli schermi?

A spiegarlo è il Dottor Federico Tonioni, direttore del primo centro pediatrico italiano che combatte le dipendenze da internet presso il Policlinico Gemelli di Roma. Qui vengono accolti tutti coloro che hanno sviluppato una dipendenzacomprovata nei confronti di uno schermo: “Davanti allo schermo i bambini perdono il rispecchiamento emotivo, che significa guardarsi negli occhi e pensare alla stessa cosa, essenziale per crescere”, in pratica perdono uno degli aspetti capaci di farglisviluppare l’empatia.

Queste nuove dipendenze prendono il nome di IAD (Internet Addiction Disorders) e sono legate all’uso compulsivo di mondi virtualizzati, al gioco d’azzardo e alla pornografia online. Nei bambini il problema si moltiplica, la dipendenza da schermo va a incidere negativamente sul loro sviluppo. I ragazzi non sono più in grado di guardarsi negli occhi e comprendere le emozioni altrui, si crea un vuoto intorno a loro, lo schermo si sostituisce a una presenza fisica.

Responsabili sono anche i genitori che “per farli star buoni” piazzano i propri figli davanti a uno schermo. In questo modo in bambini non devono fare i conti con due problematiche che invece risultano essere formative: la frustrazione di stare soli e quella dell’attesa. Con lo schermo sempre a portata di mano, ricco di nuovi contenuti ogni secondo, queste due situazioni vengono spazzate via aprendo la strada a comportamenti compulsivi. La gestione della solitudine e l’attesa, la cosiddetta “noia”, sono invece momenti importanti di cui i bambini dovrebbero fare esperienza e che dovrebbero vivere fino in fondo. (leggi tutto)

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Parenti e amici ci rendono più longevi

AL BAR bar per la colazione incontriamo il barista e tutti gli habitué, una piccola comunità. Al lavoro i colleghi, anche se non tutti, ci fanno passare la giornata in modo più piacevole. Poi l’aperitivo con un amico e la cena con i genitori, in attesa del pranzo domenicale con tutta la famiglia. Nel quotidiano non ce ne rendiamo conto, ma tutte queste persone ci allungano la vita. E non di poco. Ormai diversi studi hanno suggerito che circondarsi di amici e parenti, e avere salde relazioni sociali, giova alla salute, contrasta l’insorgere di malattie e, soprattutto, previene la morte prematura.

Gli studi. Un’altra conferma arriva da due studi della Brigham Young University (nello Utah), appena presentati alla conferenza annuale dell’American Psychological Association. I ricercatori hanno analizzato 148 ricerche, che coinvolgono oltre 300.000 persone, concludendo che “una più vasta rete sociale” riduce del 50{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} il rischio di morte prematura. Nella seconda analisi Julianne Holt-Lunstad, professoressa di psicologia che ha condotto lo studio, ha incrociato i risultati di 70 ricerche per un totale di 3,4 milioni di persone (prevalentemente americani, ma anche europei e asiatici) calcolando l’impatto sul benessere fisico di tre variabili: solitudine, isolamento sociale e il vivere da soli. Ebbene, tutti e tre sono risultati pericolosi per la salute quanto, o anche più, dell’obesità.

Solitudine e isolamento sociale. Ma qual è la differenza tra solitudine e isolamento sociale? Secondo gli autori dello studio il primo è imposto, si verifica, per esempio, quando si viene tagliati fuori da un gruppo, quando si viene ghettizzati. Mentre la solitudine si prova quando non si hanno accanto le persone che più amiamo e con cui abbiamo una relazione profonda.

Negli Usa oltre 40 milioni di persone soffrono di solitudine. E sono in aumento, in tutto il mondo occidentale. “Sta diventando un problema serio, che dovrebbe essere al centro delle politiche sociali dei governi – commenta Luigi Fontana, professore di Medicina e Nutrizione all’università di Brescia e di Washington, autorità mondiale nel campo della longevità e autore – insieme aFranco Berrino – del saggio La grande via – .(leggi tutto)