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Tra i Muppet arriva Julia, bambina simpatica e allegra (con autismo)

Capelli rossi, occhioni verdi, tanta voglia di giocare. Si chiama Julia, è una bambina di 5 anni ed è il nuovo personaggio di “Sesame Street”, la serie tv americana con protagonisti i Muppet, che in Italia è stata trasmessa su Rai Yo-Yo. Julia, che va a fare compagnia a Elmo, Grover, Abby e agli altri Muppet, non è un personaggio come tanti altri. Per la prima volta, la serie introduce nelle sue storie una bambina affetta da autismo. E Julia è solo una delle novità della campagna sull’autismo lanciata dall’organizzazione non-profit “Sesame workshop”, per spingere tutti «a vedere ciò che di meraviglioso c’è in ogni bambino». Anche nei ragazzi autistici, perché ogni piccolo ha «qualità uniche e talenti, che rendono il mondo un posto interessante». Julia compare sul sito web e nei contenuti che si possono scaricare su tablet e pc, ma “Sesame Workshop” non esclude che, in futuro, possa diventare parte del programma tv. «C’è sempre una possibilità» spiegano al Corriere. Probabilmente, tutto dipende dal successo che la campagna e i suoi contenuti avranno. Sul sito si possono vedere filmati che raccontano le storie di alcuni bambini affetti da autismo in forme di diversa gravità, nonché la quotidianità dei loro genitori e fratelli, alle prese con una vita che ogni giorno li sfida e, a dir loro, anche li premia.

 
Rischio emarginazione

C’è Thomas, che non parla, ma usa l’iPad per comunicare ai genitori e alla maestra quello che prova o vuole fare. E quando va in gita all’acquario si incanta nel buio, davanti alla vasca delle meduse, intrattenendo con loro un dialogo muto che solo loro sono in grado di comprendere. Nei filmati, i Muppet chiacchierano con genitori e bambini. L’obiettivo è promuovere la conoscenza dell’autismo nella società, perché questo non diventi uno stigma, per chi ne è affetto. Secondo una ricerca citata da “Sesame”, “negli Stati Uniti, un bambino ogni 68 soffre di disturbi legati allo spettro autistico. Una percentuale che supera l’incidenza anche di altre malattie come le leucemie infantili, il diabete. In ogni scuola e università vi sono ormai studenti affetti da autismo e per loro il rischio dell’emarginazione e del bullismo è cinque volte più alto. Da qui l’idea di spiegare cos’è l’autismo anche ai bambini più piccoli e dar loro dei consigli per imparare a interagire con i compagni di classe o altri amici affetti da questo disturbo. (leggi tutto)

 
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La psicoterapia è un trattamento biologico

Si ritiene generalmente che la psicoterapia vada bene solo per problemi che hanno una base psicologica, mentre per i problemi legati allo scompenso di sostanze cerebrali siano indicate solo le cure farmacologiche.

E’ uscito qualche giorno fa su Stateofmind un articolo molto interessante sui rapporti tra psicoterapia e modificazioni neurali, ne voglio riassumere qui il concetto principale. Il mio naturalmente è un interesse di parte, ma magari è utile anche a chi è meno “di parte” di me.

Alcune ricerche scientifiche evidenziano che la psicoterapia produce modificazioni nel cervello, esattamente come un agente chimico. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno studiato approfonditamente quella che viene chiamata plasticità neurale,cioè la capacità del cervello di modificarsi sia durante lo sviluppo che da adulto, a seguito di esperienze e influenze ambientali, pensiamo per esempio ai processi di apprendimento e di memoria.

Ogni comportamento umano è il risultato di un processo di apprendimento, anche le azioni più automatiche comportano il coinvolgimento del sistema nervoso centrale che riceve le informazioni dall’ambiente le confronta con le informazioni già presenti e le conserva attraverso la memoria. (leggi tutto)
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10 cose che (forse) non sai sulle bugie

Indipendentemente dal motivo per cui diciamo una bugia, gli scienziati ritengono che una bugia si componga di due parti: quando mentiamo dobbiamo creare la menzogna e anche nascondere la verità. Essere bugiardi dunque richiede un duplice sforzo, che si traduce in una maggiore attività cerebrale. Il che, tanto per dire, spiegherebbe perché le persone che mentono impiegano più tempo a rispondere a una domanda. Mentre altri studi ci svelano che…

1. Non puoi capire se qualcuno sta mentendo dai suoi occhi. Strano, ma vero: gli occhi non possono dirci se il nostro interlocutore sta mentendo o se invece è sincero. Lo ha scoperto lo psicologo Richard Wiseman, dell’Università dell’Hertfordshire, analizzando il comportamento di persone sincere e di bugiardi: secondo lui riuscire a riconoscerli dallo sguardo sfuggente (con le pupille che cambiano velocemente direzione) è impossibile. (leggi tutto)

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È più facile imbrogliare e mentire nel pomeriggio: ecco perché

Anche il nostro senso dell’onestà si stanca. E nelle ore pomeridiane è più facile che faccia cilecca.

Dal primo pomeriggio in poi la “bussola morale” che fa di noi persone oneste sembra indebolirsi, ed è più facile farsi tentare dalla lusinga di una bugia. È il curioso risultato di uno studio delle Università di Harvard e dello Utah, pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science. Scende la sera e spuntano i bari. La ricerca si è svolta in quattro fasi distinte. (LEGGI TUTTO)

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Usa, bambini autistici «curati» con psicofarmaci ma non esistono prove della loro efficacia

Negli Stati Uniti la maggior parte dei bambini autistici, il 64{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}, è in terapia con farmaci psicotropi, nonostante non ci siano prove dell’efficacia di questi farmaci nella cura della malattia. Sono i risultati di uno studio americano condotto su 33.565 soggetti nati tra il 2001 e il 2009, pubblicato sulla rivista Pediatrics. Il 35{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei bambini esaminati prende simultaneamente due sostanze psicotrope, il 15{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} si loro almeno tre. Si tratta di sostanze chimiche che agiscono sul sistema nervoso centrale, i cui effetti collaterali possono comportare alterazioni nella percezione, nel comportamento e nell’umore. (leggi tutto)

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Spiare gli ex su Facebook. La tendenza al Controllo e le conseguenze

Facebook, con oltre 900 milioni di utenti attivi , è il più popolare social network al mondo.

Tutti hanno un profilo su faccialibro, ottima copertina pubblicitaria e vetrina di cose pubbliche e private. Ma cosa ci spinge ad utilizzare Facebook?

Tendenzialmente, serve per tenersi in contatto con amici e conoscenti, nuovi e vecchi, e per sbirciare tra le loro cose. E se tra gli “amici”  fossero presenti fidanzati attuali e pregressi? Beh, in quel caso comincia lo spionaggio! Effettivamente, chi non ha mai controllato cosa faceva un ex su faccialibro? (leggi tutto)

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Autismo e Alzheimer: in aiuto delle terapie arrivano gli asinelli

Al Fatebenefratelli di Genzano (Roma) il primo esperimento di onoterapia in Italia

Non solo cani e gatti, come accade con la pet therapy, o cavalli, come accade con l’ippoterapia: secondo i medici dell’ospedale Fatebenefratelli di Genzano un altro animale ideale per dar vita a una terapia comportamentale che affianchi gli usuali trattamenti farmacologici nei pazienti autistici e affetti da demenza è l’asino: grazie alle sue principali doti caratteriali – è infatti noto per essere mansueto, calmo e addomesticabile – l’asino è in grado di migliorare le capacità comunicative e di socializzazione e di aumentare l’autostima di questi pazienti. (leggi tutto)

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Quando il bullismo è tra fratelli. Un rischio che non è innocuo.

MILANO – Dalla camera di Giulia e Marco ecco provenire i soliti strilli e finisce sempre con qualcuno che piange. Storie di ordinaria convivenza tra fratelli o c’è qualcosa di più? In alcuni casi sembrerebbe di sì, dietro apparentemente normali schermaglie tra figli si celerebbero atti di vero e proprio bullismo la cui gravità viene ignorata dai genitori e dagli stessi bambini. Lo sostiene, in uno degli ultimi studi pubblicati sull’argomento, una ricerca della Clemson University apparsa sulJournal of Interpersonal Violence. (leggi tutto)

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Quando la separazione della coppia diventa inevitabile

In questo periodo nel quale noi viviamo ci si accorge socialmente che la giovane e non giovane coppia incontra numerosi ostacoli per costruirsi. Sembra si soffra di molta reciproca diffidenza. Perché ?

Le donne fortunatamente sono diventate da tempo non soltanto più indipendenti, ma appaiono anche più mature e più autonome. Che differenza c’è tra indipendenza e autonomia, considerando suonano come parole con significato equivalente? (leggi tutto)

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Svolta per l’Alzheimer, trovata sostanza che blocca i danni al cervello

Gli esperimenti sono stati compiuti solo sui topi ma in futuro saranno estesi anche agli esseri umani.

Roma. Punto di svolta nella ricerca contro l’Alzheimer. Ricercatori britannici hanno infatti scoperto una sostanza chimica in grado di prevenire la morte del tessuto cerebrale tipica di malattie neurodegenerative come appunto l’Alzheimer, ma anche il Parkinson e la corea di Huntington.  (leggi tutto)