Valutazione e trattamento disturbi specifici dell’apprendimento

Valutazione e trattamento disturbi specifici dell’apprendimento

Valutazione e trattamento disturbi specifici dell’apprendimento

Sempre più spesso accade che gli alunni presentino delle difficoltà scolastiche, che la scuola inviti i genitori a fare delle valutazioni più approfondite e che i genitori si preoccupino di come aiutare i propri figli con la scuola. Alcune domande sul bambino o ragazzo possono aiutare a capire quando è il caso di rivolgersi ad un esperto:

 

–    Legge troppo lentamente o compiendo molti errori?

–    Dà l’impressione di non capire bene quello che legge?

–    I suoi quaderni sono pieni di errori di ortografia o scritti in modo illeggibile?

–    Quando deve fare i compiti il suo umore cambia notevolmente e diventa triste o nervoso?

–    Dà l’impressione di essere in difficoltà se deve risolvere un problema di matematica?

–    Ha difficoltà a fare i calcoli aritmetici, come se ad un certo punto “si perdesse”?

 

Se la risposta è “sì” ad una o più di queste domande, potrebbe essere presente un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Con questa espressione si fa riferimento a difficoltà nell’apprendere ed utilizzare una o più abilità scolastiche, come la lettura, la comprensione del significato di ciò che viene letto, la scrittura, i calcoli e il ragionamento matematico; tali difficoltà sono presenti tra il 5{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} e il 15{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} degli studenti.

Non rientrano nel disturbo specifico dell’apprendimento le difficoltà di apprendimento derivanti da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva alterata, istruzione inadeguata o avversità psicosociali. Il disturbo specifico dell’apprendimento può manifestarsi in modi molto diversi: alcuni bambini o ragazzi possono avere difficoltà solo nell’ambito della lettura, altri nella scrittura, altri solo nell’ambito del calcolo o della soluzione di problemi matematici, altri ancora possono fare fatica a comprendere ciò che leggono, altri, infine, possono presentare difficoltà in più ambiti contemporaneamente.

Il disturbo specifico dell’apprendimento in genere si manifesta fin dai primi anni di scuola, ma in alcuni studenti le difficoltà diventano evidenti solo in un secondo momento, quando le richieste di apprendimento superano le sue limitate capacità.

 

I ragazzi con un disturbo specifico dell’apprendimento non sono né più pigri né meno intelligenti degli altri; semplicemente elaborano le informazioni in maniera diversa. Infatti tale difficoltà rappresenta una situazione innata, costitutiva della persona ed è presente fin dall’inizio dello sviluppo anche se si rende manifesta al momento della scolarizzazione. Non è dovuta a disabilità intellettiva, poca stimolazione ambientale o trauma, è una difficoltà congenita che permane per tutta la vita.

 

Tuttavia riconoscere il disturbo dell’apprendimento precocemente è molto importante, innanzitutto perché ciò modifica molto spesso il giudizio che viene formulato sul bambino. Quando la difficoltà non viene riconosciuta si tende infatti a pensare che il bambino sia pigro, svogliato e disinteressato; riconoscerla, viceversa, aiuta a comprendere quanta fatica fa ad apprendere, e si evita di generare in lui vissuti di inadeguatezza. 

Numerosi studi indicano che i risultati migliori si ottengono con interventi precoci, quindi, affinché il trattamento abbia successo, è fondamentale riuscire ad identificare tali difficoltà il più presto possibile.

 

Nel nostro centro, la valutazione viene fatta da un esperto che, attraverso la somministrazione di test specifici sotto forma di gioco, individua se ci sono delle difficoltà e nel caso ci siano, suggerisce quale sia il modo migliore per affrontarle. Ideale sarebbe arrivare alla diagnosi già nella scuola materna o al massimo entro i primi anni delle scuole elementari. Il riconoscimento del problema è quasi sempre in grado di muovere nuove energie positive nel bambino, nei familiari e nei docenti.

 

 

 

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