Disturbo borderline della personalità, la guarigione inizia in famiglia

Disturbo borderline della personalità, la guarigione inizia in famiglia

COINVOLGERE nel percorso psicoterapeutico le famiglie dei pazienti con Disturbo borderline della personalità (Dbp) per accompagnare verso la guarigione non solo il paziente ma anche chi vive con lui la quotidianità della patologia. Questo approccio integrato è l’obiettivo di un progetto che partirà nei prossimi mesi all’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, grazie a un finanziamento della Fondazione Comunità Bresciana, e che coinvolgerà i familiari di persone con Dbp seguite dal Fatebenefratelli o provenienti dal territorio.

LEGGI Dbp, quando la sensibilità diventa un problema

Questo progetto si inserisce come tassello mancante di un percorso terapeutico di approccio olistico da anni già intrapreso dal centro San Giovanni di Dio che ha avviato un clinical trial quasi unico al mondo che mira a valutare non solo gli effetti della psicoterapia metacognitiva interpersonale ma anche i correlati clinici e neurobiologici della risposta al trattamento psicoterapeutico.

L’importanza della famiglia nella terapia. “L’approccio familiare per noi è fondamentale nella cura del malato sia che si tratti di una malattia mentale che fisica” spiega Fra’ Marco Fabello, direttore generale del San Giovanni di Dio Fatebenefratelli. “Purtroppo spesso la famiglia viene coinvolta per un utilizzo strumentale, cioè finalizzato alla contingenza della malattia, invece la presenza dei familiari dovrebbe essere costante. Purtroppo non tutte le famiglie sono disponibili a essere coinvolte, spesso per problemi economici o logistici. Non bisogna dimenticare inoltre che spesso anche i familiari soffrono di disturbi psichici e non sono quindi capaci di essere di aiuto al paziente”. (leggi tutto)