Fobia scolare

fobia scolare

Per fobia scolare o “ fobia della scuola” si intende il rifiuto da parte di bambini o adolescenti di andare a scuola o di rimanerci, per motivi che appaiono irrazionali e che il bambino stesso spesso non sa spiegare. Il bambino può rifiutarsi di andare a scuola fin dalla mattina oppure recarsi a scuola e chiedere agli insegnanti di chiamare i genitori per farsi riportare a casa, dopo qualche ora.

L’inizio nel bambino piccolo è spesso improvviso e può seguire  un periodo di buon inserimento a scuola. Altre volte può coincidere con l’inizio dell’anno scolastico o sopraggiungere dopo qualche mese, talvolta in concomitanza al rientro a scuola dopo un’interruzione per le vacanze o per una malattia. Ciò che accade, nei bambini piccoli, è spesso riferire come motivazione un episodio accaduto a scuola, come una lite con un compagno o un rimprovero dell’insegnante. Sebbene è sempre bene indagare se ci siano motivi di disagio per il bambino all’interno della scuola, generalmente le motivazioni risiedono maggiormente in ansie del bambino per l’allontanamento dalla casa e dalle figure di riferimento, che da problemi inerenti l’ambiente scolastico.

L’ansia per la scuola si può manifestare in diverse forme: talvolta il bambino si prepara per andare a scuola e durante il tragitto viene assalito da una forte ansia ed arrivato di fronte alla scuola si sente impossibilitato ad entrare. Altre volte inizia ad agitarsi già nel momento in cui deve uscire da casa: piange, supplica i genitori di non portarlo a scuola con la promessa di andarci il giorno dopo. Urla, si dispera, tira calci. Se lo si costringe con la forza, può apparire alla fine più calmo ma poi mettere in atto comportamenti di fuga dalla scuola. Altre volte ancora il bambino mostra ansia già dalla sera prima e l’angoscia può disturbare il sonno con frequenti risvegli e incubi notturni. Tale disturbo si può manifestare anche con sintomi somatici come cefalea, mal di pancia, mal di stomaco, vomito .

Quando il bambino viene assecondato e rimane a casa durante le ore scolastiche, può dedicarsi in modo sereno ad altre attività tra cui svolgere i compiti senza manifestare alcuna difficoltà, diventa facile e collaborante. Fornisce delle spiegazioni razionali della sua paura: i compagni lo prendono in giro, l’insegnante è troppo severa, le lezioni troppo difficili e lui non è capace..Altre volte esprime la sua preoccupazione che mentre lui è a scuola possa succedere qualcosa di brutto alla mamma o ai suoi genitori.

Generalmente il bambino svolge i compiti a casa senza opporsi,con un impegno talvolta eccessivo.

Sebbene la fobia scolare possa insorgere a qualsiasi età, sembra più frequente nei momenti di cambiamento evolutivo come l’ingresso alla scuola elementare ed il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media.

Tra i fattori che maggiormente incidono nel predisporre e scatenare un rifiuto della scuola si sottolineano quelli ambientali. I sintomi possono iniziare in seguito ad eventi di vita stressanti che si sono verificati a casa o a scuola, tra cui la propria malattia o quella di un membro della famiglia, la separazione dei genitori, un periodo di allontanamento di uno dei genitori, relazioni conflittuali nella famiglia, un legame difficile con uno dei genitori, problemi con il gruppo dei pari o con un insegnante, il ritorno a scuola dopo una lunga interruzione o vacanza.

È un disturbo che coinvolge tutta la famiglia e crea in tutti i membri preoccupazione ed un forte senso di impotenza. Vi è una grande attenzione nel tentare diverse strade: il ragionamento, assecondare inizialmente il bambino, tentare con la costrizione, cambiare la figura di accompagnamento a scuola..il fallimento dei tentativi, osservare l’angoscia e la disperazione nel loro figlio mette a dura prova i genitori.

Molti studi hanno cercato di stabilire le cause alla base di questa problematica che preoccupa e rende difficile la vita quotidiana di un numero crescente di famiglie.
Per ciò che riguarda la fobia scolare nei bambini, secondo il tradizionale e più comune approccio diagnostico il persistente rifiuto di andare a scuola rappresenta semplicemente un sintomo che può evidenziare, insieme ad altri, la presenza di un Disturbo da Ansia di Separazione, una categoria dei cosiddetti Disturbi dell’Infanzia, della Fanciullezza e dell’Adolescenza (DSM IV). Esso in tale contesto viene considerato come una delle espressioni dell’angoscia di separazione, generalmente riguardante la figura materna.

Negli adolescenti la fobia scolare appare, come nel bambino, in maniera improvvisa, ma il ragazzo esprime una serie di giustificazioni razionali per motivare il suo rifiuto di andare a scuola che consistono nel timore di un interrogazione, non aver svolto i compiti, timore di essere rifiutato dai compagni. L’ansia sembra essere meno intensa rispetto al disturbo manifestato nei bambini, ma ciò può essere dovuto al fatto che i genitori di ragazzi adolescenti mettono in atto in misura minore comportamenti rivolti a costringere il figlio ad andare a scuola.
I genitori parlano con il proprio figlio e cercano di capire il perché di tale comportamento.

Il disturbo può colpire anche i ragazzi che manifestavano grande interesse per la scuola con buoni profitti e buoni rapporti con i compagni ed i professori.

Il ragazzo con fobia scolare inizia ad andare a scuola un giorno sì,due no : poi studia meticolosamente, riesce a farsi forza, ritorna a scuola, sostiene con profitto l’interrogazione, ma il giorno dopo l’ansia e la paura di recarsi a scuola si ripresentano in maniera massiccia come se l’esperienza precedente non fosse servita.

La caratteristica dell’adolescente con fobia scolare è che egli desidera acquisire nuove conoscenze, riconosce il valore dell’insegnamento ma non riesce a superare l’angoscia che prova nel recarsi a scuola.

Inoltre in adolescenza la fobia scolare può essere, più frequentemente, l’espressione di uno stato depressivo: l’impossibilità di andare a scuola si associa ad un’atmosfera depressiva.

Il ragazzo vive con profonda sofferenza la propria incapacità ad una vita normale, prova vergogna ed umiliazione. E’ tormentato, a volte rabbioso e rivendicativo nei confronti dei genitori.

Si tratta generalmente di ragazzi “con uno spiccato senso del dovere” perfezionisti ed esigenti, molto legati e dipendenti dall’approvazione dei genitori, per i quali spesso l’attività scolastica è stata un’adesione ai desideri altrui. La fobia scolastica può pertanto esprimere un marcato conflitto all’interno del complesso processo di emancipazione dai genitori tipico del periodo adolescenziale.

Per ciò che riguarda le indicazioni utili ad affrontare questo problema, è importante rivolgersi ad uno specialista che possa fare una valutazione globale del funzionamento del bambino o dell’adolescente e delle relazioni familiari.

Il percorso che sembra più indicato è la Terapia familiare, in quanto il contesto nel quale il bambino o ragazzo è inserito, riveste un’importanza fondamentale.

Inoltre i genitori e gli altri membri familiari, che impegnandosi con notevoli energie per risolvere il problema senza risultati significativi, hanno vissuto un senso di impotenza, possono, all’interno di un contesto terapeutico, scoprire ed attingere a nuove risorse.

Silvia Sossi

Se desideri maggiori informazioni sulla fobia scolare, CONTATTACI