Il gene della dipendenza e la paura di Michael Douglas, ecco cosa dice la scienza

Il gene della dipendenza e la paura di Michael Douglas, ecco cosa dice la scienza

La predisposizione all’abuso di sostanze ha una componente genetica, è vero, ma sembrano contare di più (specie in giovinezza) i fattori sociali e ambientali. Con un’eccezione

di Danilo di Diodoro

La predisposizione all’abuso di sostanze ha una componente genetica, una consapevolezza che ha portato l’attore Michael Douglas a manifestare la sua preoccupazione per un possibile maggior rischio al quale sarebbero esposti i suoi figli, anche in considerazione del fatto che già altri suoi familiari hanno manifestato problemi di dipendenza.

Il punto sugli studi

Una preoccupazione comprensibile, anche se da un punto di vista scientifico la questione della trasmissibilità genetica della predisposizione all’abuso di sostanze non è così lineare. Innanzitutto perché finora sono state identificate solo poche varianti genetiche che modulano il rischio di abuso. «Queste condizioni sono caratterizzate da sostanziale eterogeneità clinica e commorbidità psichiatrica», dicono Cassie Yu e Jon McClellan del Department of psychiatry dell’University of Washington, autori di un articolo sulla rivista Child and Adolescent Psychiatric Clinics of North America. «Inoltre l’espressione della vulnerabilità genetica verso l’abuso d sostanze dipende in parte dalla complessa interazione con fattori sociali e culturali. Quindi, a causa di questa interazione risultano particolarmente complicati anche gli studi finalizzati a cercare di scoprire quali geni siano coinvolti nella trasmissione di un aumentato rischio di sviluppare una dipendenza, oppure al contrario di fattori protettivi alla sua comparsa».

I fattori sociali e ambientali contano di più «all’inizio»

Quindi, da una parte oggi nella comunità scientifica è generalmente accettato che per i parenti di primo grado, quindi anche i figli, effettivamente esista un rischio potenziale di aumentato rischio di ricevere una configurazione genetica predisponente verso l’uso di varie sostanze, come oppiacei, cocaina, cannabis e alcol. Dall’altra parte tuttavia alcuni distinguo sono necessari. «L’uso di alcol, nicotina e cannabis è anche fortemente influenzato da fattori sociali e ambientali, soprattutto durante l’adolescenza – dicono ancora i due ricercatori -, mentre i fattori genetici giocano forse un ruolo più importante man mano che l’uso di sostanze persiste e progredisce verso la giovinezza e l’età adulta».