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Centro di Psicologia e Psicoterapia

Genitori di bimbi mai nati: quando l’amore trasforma il dolore

Fino al 25-30% delle gravidanze si concludono con un aborto spontaneo, così viene definita l’interruzione involontaria di gravidanza entro le 20 settimane dal concepimento, per cause che possono andare da anomalie cromosomiche dell’embrione a malattie croniche della madre come il diabete, i disturbi tiroidei o l’ovaio policistico.

Capita spesso durante le primissime settimane, a volte pure senza che la donna se ne renda conto, confondendo la perdita di sangue dovuta all’aborto con il ciclo mestruale arrivato stranamente tardi; ma per chi sa che non vedrà mai nascere quella piccola vita che portava in grembo, è un dolore atroce che lascerà una profonda cicatrice.

L’aborto: un dolore senza volto

Possono passare anni dalla perdita del proprio bimbo ma basterà un post letto su Facebook, un articolo o la disperazione di un’amica che vive questo momento tragico per far riemergere le lacrime e un ricordo marcato a fuoco. Perché è inutile illudersi, non si dimentica. Il tempo aiuterà a far cicatrizzare la ferita ma lei rimarrà lì come un tatuaggio che porta un nome. Un nome senza volto né sepoltura* perché è un dramma invisibile che vivono i genitori di questi bimbi di passaggio che se ne sono andati troppo presto. (leggi tutto)

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