Il gruppo e lo stile genitoriale: comportamenti antisociali in adolescenza

Il gruppo e lo stile genitoriale: comportamenti antisociali in adolescenza di Giovanni Belmonte

L’ adolescenza è un periodo complesso a causa dei compiti evolutivi da affrontare, come la costruzione dell’immagine corporea, che non si addice più alla corporatura di un bambino, i rapporti che cambiano all’interno della famiglia, le prime relazioni sentimentali e l’inserimento nel gruppo dei pari.

Nel corso dell’ adolescenza si formano spesso gruppi di giovani che mettono in atto comportamenti trasgressivi, come l’uso di sostanze psicoattive o la guida spericolata, e azioni violente, contro l’autorità o altri giovani. Nel mettere in atto comportamenti antisociali e violenti, il gruppo dei pari gioca un ruolo fondamentale.

Adolescenza e comportamenti antisociali: alcuni fattori scatenanti

In particolare, Fritz Redl sostiene che, durante l’ adolescenza, i leader del gruppo, non sono coloro che possiedono abilità sociali particolarmente rilevanti, ma sonoadolescenti che hanno un minore senso di colpa rispetto ai coetanei, cosa che consente di mettere in atto determinati comportamenti antisociali o violenti, facendo da apripista per gli altri membri del gruppo (funzione iniziatoria).

Altri due fenomeni rilevanti all’interno del gruppo per la messa in atto di comportamenti antisociali sono la diffusione della responsabilità e della deindividuazione. In particolare, la diffusione della responsabilità si riferisce a un atteggiamento di un individuo, all’interno di un gruppo, che, a seguito di una condotta trasgressiva o violenta, si sente personalmente meno responsabile. Con il termine deindividuazione si intende quel processo per cui un individuo che agisce in gruppo tende a non considerarsi come singolo, ma come un membro del gruppo relativamente anonimo. Tale fenomeno conduce gli individui a considerarsi meno identificabili e meno responsabili per il proprio comportamento. (leggi tutto)