IL BAMBINO TACITURNO

IL BAMBINO TACITURNO

1) VERSO UNA DEFINIZIONE
Il caso di Sarah 
Di tanto in tanto, la mattina, Sarah cade all’asilo. Il ginocchio sanguina ma i suoi pantaloni nascondono la cicatrice. L’educatrice non ha visto cosa è successo, tuttavia avverte che qualcosa non è a posto e le chiede se va tutto bene… Sarah distoglie lo sguardo, abbassa le spalle e fissa sul pavimento. Non dice alcuna parola. Però, quando la sua mamma viene a prenderla, la bambina si getta piangente tra le sue braccia e le chiede un cerotto. 
Sarah aveva allora quattro anni e questa era una delle tante situazioni, nelle quali avrebbe avuto bisogno di un aiuto che non riusciva a comunicare. Sarah soffre di mutismo selettivo(MS), un disturbo d’ansia pervasivo che rende difficile, se non impossibile, parlare in pubblico. In realtà, i bambini MS parlano normalmente con persone fidate, come genitori e fratelli, tuttavia ammutoliscono in quelle situazioni nelle quali sarebbe auspicabile l’ interazione sociale (ad esempio ai compleanni, dal dottore, al supermercato, al parco giochi e molto spesso all’asilo e a scuola). Il loro silenzio non è inquadrabile all’interno di un disturbo di linguaggio, sebbene un bambino su tre ha anche problemi in quest’area dello sviluppo. 
Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM – V) definisce il mutismo selettivo un disturbo d’ansia e, più precisamente, una fobia specifica. La paura per oggetti determinati porta con il tempo ad un comportamento di evitamento: chi teme l’altezza non sale sopra i campanili, chi ha paura dei ragni non va in cantina e chi ha ansia di parlare, rimane in silenzio.
Il 75{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei bambini taciturni (indichiamo, per semplicità, in questo modo il bambino affetto da MS) soffre inoltre di un’ ulteriore problematica di ansia, come la paura di separazione oppure di coercizione. 
Le statistiche americane riferiscono che sette bambini di età scolastica su mille soffrono di MS. Confrontato questo valore con quello dello spettro autistico, scopriamo che quest´ultimo precede di poco (la percentuale e´ tra l´1,1{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} e il 2.6{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}). 
Ai fini di una corretta misurazione della sua incidenza, è interessante sapere che il MS risulta sottostimato. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi bambini vengono scambiati come timidi, oppure giungono all’attenzione del clinico tardi (solo tra i cinque e gli otto anni), sebbene i sintomi comincino a manifestarsi già verso i tre anni. 
Inoltre, solo sei bambini su dieci riceve una terapia specifica. Diversamente, si aspetta che il bambino si “sblocchi” nella comunicazione verbale, cosa che tuttavia succede raramente e spesso sotto pressioni emozionali.

2) COMPRENDERE IL MUTISMO SELETTIVO
I bambini timidi si sbloccano dalla loro riservatezza dopo un tempo variabile di riscaldamento nel corso del quale diventano parlatori, mentre i bambini con MS possono stare in silenzio per molti anni
Il segnale d’allarme è quando il bambino non parla ancora dopo quattro settimane dal suo inizio dell’asilo o della scuola. Così riferisce Steven Kurtz, fondatore di un programma di intervento specifico implementato al Child Mind Institute di New York (organizzazione di pubblica utilità specializzata nell’aiutare bambini con problemi psicologici). L’esperto ha visto più di cinquecento bambini affetti da MS negli ultimi quindici anni ed è riuscito ad avere successo nel 90{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei casi trattati. Trascurare i segnali d’allarme comporta il rischio che il MS si cronicizzi, ovvero si aggiungano altri disturbi d’ansia, e anche le depressioni. 
Il MS ha molte sfaccettature: alcuni bambini sono così ansiosi che non comunicano per niente oppure solo tramite i gesti (annuiscono, scuotono la testa, alzano le spalle). Altri sussurrano parole, emettono singoli suoni, versi di animali oppure parlano con il linguaggio del bambino molto piccolo. In casi particolari dicono qualche parola oppure intere frasi, però solo a persone selezionate. Possono parlare con altri bambini e non con gli adulti, oppure il contrario. 
Nessuno dei bambini appartenenti a questi profili comportamentali ammutolisce intenzionalmente
Il più delle volte gli adulti credono che i loro bambini siano remissivi oppure che vogliano in qualche modo “provocarli” attraverso il loro silenzio. Di fatto, l’ansia può essere “fredda”, in altre parole non si manifesta attraverso l’ espressione facciale. E’ come se fosse mascherata e “lavata” via dei sentimenti. 
Tuttavia non tutti i bambini interessati dal MS sono così per fortuna; in alcuni il corpo reagisce attraverso evidenti manifestazioni che esprimono la sofferenza nella sua componente fisica: il cuore si ferma, le mani impallidiscono, la sudorazione della pelle aumenta e tutti i muscoli sono in tensione e pronti alla fuga. 
Come gia`rilevato, il bambino soffre di una paura specifica in precise circostanze (come l’ingresso all’asilo, l’inizio della scuola, un trasloco) che può essere alimentata in modo inconsapevole dalla famiglia, attraverso il modo di rispondere (si veda a proposito il paragrafo “Sette regole che facilitano la parola”). Un dato rilevante è che in circa il 75{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei casi uno dei genitori ha avuto problematiche ansiogene di vario tipo.
Un´attenzione particolare merita infine il fattore ambientale e, in specialmodo, ilPLURILINGUISMO. I bambini poliglotti sono tre volte di più colpiti dal MS di un bambino indigeno (riferendoci al caso di Sarah, lei è di origine tedesca e attualmente vive negli Stati Uniti d’ America). Ed e proprio nell’impatto con la nuova cultura che il bambino può incappare in difficoltà di comportamento sociale e venire palesemente frainteso (mentre impara la lingua straniera può attraversare una fase di silenzio che dura anche un`anno). (leggi tutto)