La depressione si diffonde sempre di più. Sette regole (più una) per combatterla

La depressione si diffonde sempre di più. Sette regole (più una) per combatterla

Oltre quattro milioni di italiani lottano contro la depressione. In maggioranza si tratta di donne, perché il sesso femminile ha un rischio doppio di sviluppare la patologia, e la diffusione è in continua crescita anche per colpa della crisi economica: negli ultimi dieci anni la salute mentale è peggiorata soprattutto fra i giovani con meno di 34 anni e gli adulti fra i 45 e i 55 anni, che fanno i conti con le difficoltà sul posto di lavoro e nella gestione della famiglia. La depressione comporta costi personali e sociali elevatissimi, ecco perché la Società Italiana di Psichiatria ha da poco pubblicato un documento in cui stila le regole per combatterla, pensate per pazienti e familiari ma anche per i medici.

1. Attenzione ai campanelli d’allarme

Le “spie” della depressione possono essere tante, non solo la perdita di interesse o di piacere per le cose normali (la vita professionale, sociale o di relazione), ma anche aspetti cognitivi come un calo della concentrazione, dell’attenzione e della memoria di lavoro. Non mancano altri segnali spesso trascurati, come il procrastinare le decisioni o l’incapacità di attuare strategie di problem solving, sia in contesti banali che più complessi.

2. Accorciare i tempi della diagnosi

Il tempo medio per arrivare alla diagnosi è oggi ancora molto elevato, si stimano in media due anni fra i primi sintomi e l’inizio delle terapie. Due anni è anche il tempo medio per decidersi a consultare un medico, con le conseguenti implicazioni negative sulle manifestazioni, l’efficacia delle cure e il recupero dalla malattia. Il ruolo femminile è cruciale come “sentinella” per se stesse e i familiari: le donne, oltre a essere colpite dalla malattia in maniera doppia rispetto gli uomini, nel loro ruolo di caregiver possono identificare i primi segnali nei loro cari e orientare precocemente alle cure. (leggi tutto)

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