La famiglia adolescente e la fuga verso i social

La famiglia adolescente e la fuga verso i social

Le famiglie ormai hanno assunto configurazioni diverse: tradizionali, monoparentali, ricomposte, famiglie omogenitoriali. Questo cambiamento ha investito anche l’età media delle donne per il primo figlio, intorno ai 32 anni. Mentre, l’indice di natalità per ogni donna è 1,30 circa, il che vuol dire che in ogni famiglia il numero dei figli si riduce ad uno al massimo due.

 Questo fenomeno comporta che il figlio, fin dall’inizio, condivida la vita dei genitori, per cui i confini fra il mondo dei genitori e il figlio tendono a sfumare. Avere un solo figlio implica una forte focalizzazione su di lui accentuando, come aveva messo in luce Sigmund Freud, un investimento narcisistico, in base al quale il figlio dovrà realizzare i sogni irrealizzati dei genitori, sempre più ripiegati su se stessi.

Allo stesso tempo si è affermato anche un giovanilismo nei genitori che non vogliono invecchiare.

Per questo si parla sempre più spesso di “adultescenti”, dando vita a quella che viene definita “famiglia liquida”.

L’adolescenza dei figli avviene quando i genitori si avvicinano ai 50 anni e la crisi dei genitori si interseca con quelle del figlio.

I genitori si trovano ad affrontare un bilancio personale, cercando di nascondere il tempo che passa. Mentre i figli cercano di distaccarsi per cercare di “liberarsi dalla setta familiare” (Adam Phillips).

Lo spazio privato del figlio è costantemente invaso da genitori onnipresenti, che si reincarnano nei figli diventando amici, confidenti, complici. Per i figli è difficile conquistare la propria autonomia anche perché la loro sessualità si realizza davanti agli occhi spesso complici dei genitori. (leggi tutto)