Le domande sull’autismo al Congresso AIRA del 3/4 dicembre 2015

Le domande sull’autismo al Congresso AIRA del 3/4 dicembre 2015

Il 3 e 4 Dicembre si svolgerà al CNR di Roma il primo convegno dell’Associazione Italiana Ricerca Autismo (AIRA) che radunerà a Roma i massimi esperti della ricerca di base e clinica presenti in Italia.

Ad oggi fortissima l’adesione con oltre 200 iscritti e 50 contributi scientifici di ottimo livello presentati da giovani ricercatori italiani per l’assegnazione del premio Young Investigators Award intitolato alla dott.ssa Lia Vassena prematuramente scomparsa. Questi contributi sono la testimonianza che anche in Italia esistono ricercatori di alto livello che avvalendosi di metodologie scientifiche rigorose sono in grado di dare un grande impulso alla ricerca scientifica.


Studi epidemiologici recenti riportano una prevalenza nella popolazione generale di 1:68 (dati del Center for Disease Control americano),evidenziando come i disturbi dello spettro autistico (ASD) costituiscano un serio problema di salute pubblica. Nell’ultimo decennio i dati epidemiologici hanno indicato un significativo aumento dei casi di ASD, in parte dovuto a una migliore definizione dei criteri diagnostici e a una maggiore attenzione alle patologie neuropsichiatriche dell’età evolutiva.

Quali che siano le cause di quest’aumento nell’incidenza (anche potenziali cause ambientali su una base poligenica), l’incremento dei casi di ASD osservato nell’ultimo decennio richiede un rapido e profondo processo di riorganizzazione dei servizi, in prima istanza di quelli sanitari, sia per quanto riguarda la tempestività della diagnosi e la standardizzazione dei criteri diagnostici, sia per la continuità tra diagnosi e inizio di un adeguato progetto terapeutico integrato, altrettanto precoce.


Tre le domande alle quali AIRA cercherà di rispondere durante il convegno:

– Diagnosi precoce: quando e come?

In assenza di terapie farmacologiche mirate a curarne la sintomatologia, la diagnosi precoce resta l’unica via percorribile. Vi è infatti evidenza crescente che l’individuazione precoce del rischio di autismo e un tempestivo intervento, ancor prima che il disturbo si esprima nella sua pienezza, possano significativamente ridurre la sua interferenza sullo sviluppo e attenuarne il quadro clinico finale. L’identificazione di precisi indici di rischio consentirebbe quindi il monitoraggio dello sviluppo e l’inserimento del bambino in un programma di sorveglianza ed abilitativo specifico capace di prevenire o limitare l’instaurarsi ed il consolidarsi delle anomalie socio-comunicative e comportamentali tipiche dei Disturbi dello Spettro Autistico. (leggi tutto)