Mediazione familiare Cos'è la mediazione familiare?

Quando nell’ambito familiare si vive un forte conflitto può capitare che il mondo sembri crollare sotto ai nostri piedi per la mancanza di prospettive e soluzioni concrete: la comunicazione appare impossibile tanto da farci sentire come appartenenti a mondi diversi che parlano linguaggi incomprensibili e questo blocca le possibilità decisionali di ciascuna delle parti coinvolte. Il conflitto prolungato e la tensione vissuta in casa possono essere una grande fonte di sofferenza e disagio  per i figli e pesare fortemente sul loro sviluppo.  In questi casi può essere utile per la coppia che vuole riorganizzare il futuro assetto familiare in vista o in seguito ad una separazione o ad un divorzio, decidere di effettuare un percorso di mediazione familiare.

“Nella vita non ci sono situazioni disperate: ci sono soltanto persone che hanno perso ogni speranza di risolverle”

Clare Boothe Luce

Il mediatore familiare, cioè, assumendo una posizione neutrale ed imparziale, aiuta i genitori a mantenere la continuità del loro ruolo genitoriale e a portare alla luce le loro preoccupazioni, che continuano ad essere presenti anche se oscurate dalla rabbia e dalla tristezza derivanti dalla fine della loro relazione come partner. I genitori vengono aiutati a concentrarsi sui bisogni individuali e sui sentimenti dei loro figli e a elaborare progetti genitoriali per loro. Per mediazione familiare si intende“un processo collaborativo di risoluzione del conflitto” che mira a ristabilire il dialogo tra le partie rappresenta oggi uno strumento che offre alla coppia un’opportunità per promuovere le risorse ed esplorare soluzioni innovative e personalizzate ai loro conflitti con l’obiettivo di realizzare  un  progetto di riorganizzazione delle relazioni che rispetti i bisogni di ogni membro della famiglia, con un’attenzione particolare all’interesse dei figli.

Va sottolineato, tuttavia, che la mediazione familiare non è necessariamente rivolta alle coppie che hanno già deciso di separarsi: in quanto servizio di aiuto in caso di conflittualità familiare, possono chiedere una mediazione tutti coloro che vivono una situazione di conflitto in famiglia e che sentono il bisogno di trovare uno spazio neutro in cui confrontarsi per chiarire la propria posizione, le proprie idee, o ritrovare un proprio ruolo coniugale o genitoriale corroso dal tempo o da situazioni conflittuali.

La mediazione può anche essere utilizzata tra genitori e adolescenti che se ne sono andati di casa, tra fratelli che non riescono a trovare un accordo sull’opportunità di affidare i genitori anziani a un ricovero, o tra il primo e il secondo consorte e, eventualmente, i figli nati da entrambi i matrimoni coinvolti in una disputa ereditaria.

La mediazione familiare è stata introdotta con l’art. 2 della legge c.d. sull’affidamento condiviso n. 54/2006 che ha aggiunto l’art. 155 sexies al codice civile. Ai sensi di tale norma, “Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti,tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”. Questa legge quindi,  riconosce e favorisce il raggiungimento di una soluzione consensuale del conflitto, specie laddove il disaccordo riguardi la gestione dei figli.

Per favorire tale soluzione, oltre al tentativo che compie il Giudice in sede di comparizione delle parti dinanzi a sé, egli può disporre un differimento dell’udienza stessa ed anziché disporre d’ufficio e d’autorità i provvedimenti inerenti la prole, rinviare ad altra udienza in modo da consentire ai genitori di avvalersi di persone specializzate nella mediazione e così trovare un accordo.

 

Quanto dura la mediazione familiare?

Il percorso della mediazione è di breve durata, la coppia genitoriale deve recuperare nel minor tempo possibile la propria capacità ed autonomia decisionale, soprattutto nell’interesse dei figli, inevitabilmente coinvolti nella difficile situazione.

La fiducia nelle capacità genitoriali, una volta riscoperta, deve essere gestita in prima persona, senza le interferenze di altri. Lo svolgimento delle fasi di mediazione familiare in un numero limitato di incontri comporta un vantaggio per la coppia separata sia in termini emotivi, affettivi ed interpersonali, che economici: la mediazione familiare è senza dubbio conveniente rispetto alle lunghe procedure legali.

Il tempo della mediazione familiare consiste nel passaggio attraverso quattro fasi per un numero totale di circa 12 incontri al massimo. La scansione della durata e degli incontri del processo di mediazione è gestita dal mediatore, che ha il compito di rispettare e far rispettare le regole fondamentali della mediazione.

  • una prima fase di due o tre incontri, comporta per il mediatore il tentativo di definire il problema che vive la coppia, di fare emergere le condizioni che supportano la conflittualità e di considerare con competenza professionale le aspettative di entrambi i coniugi, spesso diverse e talvolta contrapposte.
  • la seconda fase è caratterizzata dalla raccolta delle informazioni sulla storia di vita della coppia e della famiglia. Questa fase è quella definita di “premediazione”, nella quale si introduce il cambiamento al modello familiare e si prepara il “negoziato”.
  • La terza fase è quella che realizza l’accordo e pone le basi per  l’atto negoziale, che comporta la formulazione di idee per il proseguimento della relazione “genitoriale” e ipotizza le possibili conseguenze per i componenti della famiglia nella nuova “mappa” delle relazioni. Lo scioglimento del matrimonio, dopo il divorzio legale e psichico dei coniugi non interrompe il vincolo della genitorialità. Per il benessere dei figli e per  il proprio, le liti, i dissapori, il livore e i sentimenti di vendetta dovranno cedere il passo ad un rapporto di collaborazione a vita per un esercizio maturo della genitorialità, ispirato e  alimentato dall’amore verso i propri figli.
  • Il quarto momento è la chiusura della mediazione, che avvia la coppia genitoriale al proseguimento del cammino in modo autonomo, indipendente da terzi, mantenendo però, come punti fermi i risultati del percorso realizzato.

I sentimenti universali che ispirano una unione d’amore dovranno accompagnare anche la vita che segue la separazione.

Lealtà, equilibrio, uguaglianza, empatia, comunicazione, saranno gli ingredienti che consentiranno ai coniugi separati di superare le crisi di sviluppo e le crisi situazionali che la vita presenta con le sue molteplici sfaccettature. La mediazione familiare si pone proprio questo come principale obiettivo, finalizzato al benessere dei figli e della coppia genitoriale stessa.

 

Laura Cenni