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“Mi metto a dieta per un like in più”, le nuove dipendenze degli adolescenti iper-connessi

PER TRE adolescenti su dieci il buongiorno si vede da quanti “like” collezionano i loro post. Averne tanti equivale a tante approvazioni che accrescono l’autostima, la popolarità e quindi la sicurezza personale. Mentre i commenti dispregiativi, ma anche pochi like condizionano l’umore e l’autostima in negativo, tanto che il 34{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} ci rimane molto male e si arrabbia quando non si sente apprezzato. Sono alcuni dei dati raccolti dall’Osservatorio nazionale adolescenza. Dati che tracciano il quadro dell’impatto che l’iperconnessione tipica delle nuove generazioni (ma non solo) può avere sulla loro salute e che sottolineano l’urgenza di interventi mirati proprio alla vigilia del Safer Internet Day che si celebra domani (7 Febbraio) e che quest’anno ha come slogan “Be the change: unite for a better internet”. L’obiettivo, infatti, è quello di far riflettere i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di contenuti online positivi e sicuri. Quest’anno il 7 Febbraio, a pochi giorni dall’approvazione in Senato del disegno di legge contro il cyberbullismo che ora è alla Camera per l’approvazione definitiva, si celebra anche la Prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.

Generazione online. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza su oltre 8.000 ragazzi di circa 18 regioni italiane, il 98{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale a partire dai 10 anni d’età. Ma oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone direttamente nella primissima infanzia, già a partire da 1 anno e mezzo/2, con la possibilità anche di accedere liberamente ad internet e alle applicazioni presenti nel telefono. Gli adolescenti, quindi, sono sempre più iperconnessi: circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} supera abbondantemente la soglia delle 10 ore. Il 63{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd}, inoltre, lo utilizza anche a scuola durante le lezioni. Quindi la maggior parte di loro vive connesso alla rete. Le ore trascorse davanti ad uno schermo si abbassano leggermente nel campione dagli 11 ai 13 anni, forse perché c’è più controllo da parte dei genitori e l’importanza della rete social non è ancora la più rilevante. Il 55{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei preadolescenti lo utilizza per un massimo di 2 ore. (leggi tutto)

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