Oneste le società, onesti i cittadini

Oneste le società, onesti i cittadini

I cittadini delle nazioni con più alti livelli di corruzione e di evasione fiscale sono più portati a comportarsi disonestamente, anche in un contesto sperimentale controllato e lontano da condizionamenti ambientali: lo ha dimostrato uno studio sperimentale pubblicato sulla rivista “Nature” da Simon Gächter e Jonathan Schulz dell’Università di Nottingham, nel Regno Unito.

Il risultato fornisce un contributo importante agli studi sul collegamento tra la moralità dei singoli e il livello medio di rispetto delle regole della società in cui vivono, una questione complessa, dibattuta e studiata da decenni da sociologi e psicologi.

E’ dimostrato, per esempio, che in un ambiente in cui le regole vengono facilmente violate senza rischiare sanzioni gli individui sono più portati a comportarsi disonestamente senza sentire minacciata l’immagine di se stessi come persone oneste. Per esempio, una persona che non abbandonerebbe mai la spazzatura in una zona pulita della città è più portata a farlo se si trova in un’area degradata. Sembra quindi assodato che, in un dato contesto sociale, valga un principio conformistico: il singolo si adegua al tasso di onestà della maggioranza delle persone con cui vive.

Ma che cosa succede se si studia un comportamento in una situazione controllata di laboratorio, priva di condizionamenti ambientali?

Per rispondere alla domanda, gli autori hanno elaborato un indice che misura la prevalenza di violazione delle regole, denominato PRV, secondo il quale hanno stilato una classifica di onestà di 159 paesi del mondo, sulla base dei dati del 2003 su corruzione ed evasione fiscale. (Per quanto riguarda l’Italia, i dati disaggregati mostrano livelli medi di PRV, di controllo della corruzione e di dimensioni dell’economia sommersa, livelli che sono però tra i peggiori tra dell’Unione Europea.) (leggi tutto)