Premi o punizioni? 5 errori comuni da evitare con bambini e adolescenti

Premi o punizioni? 5 errori comuni da evitare con bambini e adolescenti

Articolo a cura di Sara Achilli e Fabio Sinibaldi

“Educare” qualcuno non è facile. Ci si ripromette di seguire un atteggiamento specifico, dei principi educativi, ma nel momento di tensione è poi difficile fare la scelta giusta. Tra la fatica emotiva del momento, fattori interferenti non da poco (come stanchezza, stress o irritazioni che si sono generati in altri ambiti ma che sono ancora presenti), il dubbio razionale di che cosa sia più giusto fare, la voglia di non aver problemi, sono tanti i motivi per cui si mettono in atto comportamenti di cui non si è pienamente convinti o, talvolta, di cui non si è nemmeno così consapevoli dell’impatto a medio o a lungo termine. Stiamo parlando di preservare e sviluppare aspetti importanti come fiducia, intesa e connessione, che sono la vera basa di un rapporto educativo e di crescita e non possono, paradossalmente, essere minati ed erosi proprio da tecniche educative poco efficaci.

Questo discorso è valido per genitori, educatori, insegnanti e tutte le figure di cura e sviluppo che hanno a che fare con bambini e adolescenti. Non solo. Con qualche differenza nei modi e nei processi che si attivano, si possono ritrovare molte analogie anche nel modo di interagire tra colleghi o nei rapporti capo-collaboratore.

In questo articolo ci concentreremo su bambini e ragazzi, ma invitiamo tutti a trovare le opportune analogie e i parallelismi con altri ambiti, ci saranno interessanti scoperte.

Per sviluppare disciplina, educazione e apprendimento sono diffuse diverse modalità:spiegazioni, sgridate, punizioni tramite l’esclusione di privilegi (togliere televisione, giochi o altro), punizioni attive (sistemare la propria stanza), punizioni fisiche (schiaffi e sculacciate), punizioni sociali (umiliazione in pubblico, NB: questa spesso viene agita in modo inconsapevole dal punitore), forzatura del comportamento positivo (scrivere mille volte “sarò bravo”, andare a fare volontariato), esclusione sociale (dall’essere messo in un angolo al più moderno time-out) e altro ancora. (leggi tutto)

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