Primo o ultimogenito? L’ordine di nascita condiziona la personalità

Primo o ultimogenito? L’ordine di nascita condiziona la personalità

Può l’ordine di nascita contribuire a scolpire una personalità? Certamente, anche se i due studi più corposi mai effettuati sull’argomento concludono sostanzialmente che l’effetto dell’ordine di nascita è marginale nella crescita e nei tratti psicologici.

 Gli occhi di mamma e papà

Secondo le teorie più recenti, i bambini si distinguono principalmente per le strategie con cui cercano di agganciare l’attenzione e i favori dei genitori e in questo senso si possono in effetti tracciare dei tratti ricorrenti e generali. Il primogenito, generalizzando, riconosce maggiormente l’autorità, mentre gli ultimi nati tendono a metterla maggiormente in discussione. I grandi hanno più fiducia in se stessi e sono più disinvolti, subiscono le aspettative genitoriali e tendono a essere coscienziosi. I medi sviluppano un senso di frustrazione e di estraneità alla famiglia, sentendosi in un terreno incerto e poco definito, i piccoli sono tendenzialmente più socievoli ma anche più nevrotici. 

 Quel punto e mezzo di QI

Uno studio recente riguardo ai first-born (primi nati) parlava addirittura di un quoziente intellettivo maggiore (mediamente 1,5 punti in più), giustificato, secondo i ricercatori di Leipzig, dal fatto che l’interazione con i fratelli e le sorelle piccoli stimola abilità cognitive e capacità di insegnamento. Da precedenti studi risulta che i figli di mezzo hanno abilità diplomatiche, dovute alla necessità di negoziazione sviluppata nell’infanzia, e sono i più socievoli. Ma è anche nota la cosiddetta middle-child syndrome, che identifica quel disagio nel non avere i privilegi del primogenito e neanche le concessioni del piccolo di casa. I luoghi comuni, le verità banali o le semplificazioni si sprecano, ma in realtà sull’ordine di crescita c’è un’ampia letteratura. I dati sui quali il quotidiano britannico Guardian riflette confermano moltissime intuizioni precedenti e del resto il fatto di essere in una posizione oggettivamente differente ha un suo ruolo nella lotta quotidiana per ottenere i favori di mamma e papà ed è possibile che influenzi la personalità. Ma in molti casi si tratta di miti e che ciò che forgia veramente un carattere è riconducibile ad altre variabili. (leggi tutto)

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