Quei centomila adolescenti prigionieri delle loro stanze: “Ma il web può farli uscire”

Quei centomila adolescenti prigionieri delle loro stanze: “Ma il web può farli uscire”


ROMA. Sono quelli che un giorno dicono “no” e non escono più. Si mettono in prigione da soli. Autoreclusi nelle loro stanze di adolescenti, in cui si confinano giorno e notte, con la Rete come unico ponte verso l’esterno. Giovanissimi, oltre centomila in Italia, in fuga da un mondo da cui sentono emarginati e feriti. In Giappone si chiamano “hikikomori”, da noi ritirati sociali o autoreclusi, ma il dato comune è che il loro numero cresce ogni anno, un’epidemia silenziosa che per adesso pochi sanno curare. “È una forma estrema di protesta sociale, un grido di dolore, che nasce dal non sentirsi adeguati ai propri coetanei, incompresi a scuola, schiacciati dalla competizione”, spiega Matteo Lancini, psicoterapeuta che da anni cura gli hikikomori italiani, presidente della Fondazione Minotauro. “A questi ragazzi ipersensibili, spesso intelligentissimi, il ritiro dal contesto sociale sembra l’unica salvezza da un mondo esterno che li fa soffrire. Si pensa, a torto, che siano affetti da una dipendenza da Internet, schiavi della Rete, e che sia stato l’abuso di tecnologia ad averli condotti in questo stato di eremitaggio moderno”, dice Lancini, che domani presenterà i nuovi dati sugli autoreclusi italiani a Rimini, nel corso del convegno “#Supereroi fragili” organizzato dalla casa editrice “Erickson”. Invece non bisogna confondere i “tossicodipendenti della Rete” con i “ritirati dal mondo”, per i quali invece i social possono diventare, addirittura, un gancio verso la realtà.

Ma chi sono questi adolescenti che confinano il loro cielo in una stanza? Il primo a codificare questo disturbo che colpisce in quel passaggio delicatissimo tra la fine delle scuole medie e l’inizio delle superiori, e le cui vittime sono nel 90{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei casi maschi, è stato lo psichiatra giapponese Tamaki Saito negli anni Ottanta. (leggi tutto)

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