I ragazzi, le scelte e la paura di sbagliare

I ragazzi, le scelte e la paura di sbagliare

i ragazzi, le scelte e la paura di sbagliare

E’ sempre stato difficile per i ragazzi scegliere la strada da intraprendere dopo l’esame di maturità: tentare di trovare un lavoro, iscriversi a qualche corso specifico, iniziare gli studi universitari..

Il numero dei ragazzi che decide di proseguire gli studi , diminuito gradualmente di anno in anno, ha avuto una ripresa a partire dal 2016, interessando soprattutto coloro che provengono dai licei e che hanno ottenuto una buona votazione, e vede un aumento delle iscrizioni a discipline scientifiche.

Anche le offerte formative sono aumentate diventando spesso più specifiche ed articolate, rendendo la scelta ancora più complessa.

Non solo non è facile a 19 anni scegliere ciò che piace e ciò che si vorrà fare nella mia vita, ma le attitudini ed i desideri devono fare i conti anche con quelle che si immagina potranno essere le opportunità lavorative una volta terminati gli studi e con quelli che sono i desideri dei genitori e dei familiari significativi, più o meno esplicitamente espressi.

Le pressioni alle quali si sentono sottoposti i ragazzi sono molte ed attualmente si è aggiunto un altro fattore che prima aveva un peso marginale: il tempo.

Ci si deve sbrigare.

A tal proposito di recente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha fatto una dichiarazione che ha sollevato un vespaio di polemiche. “Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21 anni”. Appunto.

Devono sbrigarsi, la concorrenza è tanta, la collaborazione lascia il posto alla competizione.

Non c’è più neppure la possibilità di godersi una vacanza senza pensieri dopo la maturità: ci si deve sbrigare a scegliere e a prepararsi al test di ingresso che molte facoltà hanno introdotto. “E se non riesco? E se non lo supero? E se lo supero e poi la facoltà non mi piace?”

Perché c’è un altro messaggio che viene trasmesso, seppur non esplicitamente: non ti è permesso sbagliare. Perché se sbagli, deludi le aspettative, rischi di essere giudicato negativamente, perdi tempo.

E questo fa sentire il ragazzo, o la ragazza, sbagliato, inadeguato, incapace e deludente.

Tanti giovani soffrono di disturbi d’ansia, oppressi dalla paura di non essere all’altezza, di sbagliare, di deludere. Ed una scelta sbagliata diventa una catastrofe. E quando scrivo “sbagliata”, intendo dire sbagliata per sé.

Perché può succedere di non riuscire a superare un test di ingresso e dover attendere l’anno successivo. O di dover optare per un’altra scelta. O ad un certo punto degli studi, ci si può rendere conto di aver sbagliato scelta, ciò che si studia non piace, ci rendiamo conto che il lavoro che ci si prospetta non è adatto a noi e ci rendiamo conto di avere altre attitudini.

Ciò manda in grande confusione, ricominciare da capo significa perdere tempo, non continuare significa deludere, continuare diventa difficile..che fare?

Ogni esame, a quel punto, sembra insormontabile, diventa difficile concentrarsi perché si è distratti da mille pensieri, e ciò fa aumentare a dismisura il senso di inadeguatezza.

In questi momenti così difficili, la migliore domanda da porsi è : cosa penso sia meglio per me? Cosa mi piacerebbe di più?

E’ meglio cambiare strada quando ci si accorge che non è quella giusta per noi che rendersi conto da adulti di esserci infilati in una strada che non ci appartiene.

Affrontare il cambiamento e le delusioni proprie e di chi ci circonda è difficile ma possibile ed auspicabile.

E quei ragazzi che credono di non avere dentro di sé la forza per affrontare la responsabilità di un errore, la delusione dei genitori o la sensazione che ciò sia un fallimento, devono guardare meglio dentro di sé ed avere maggiore fiducia nelle loro capacità. Sbagliare si può.

Dott.ssa Silvia Sossi