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Centro di Psicologia e Psicoterapia

Scommettiamo che vinco?

Buongiorno dottoressa,

mi chiamo Michele ed ho 35 anni. Le scrivo perché sto attraversando un momento di disperazione e non so più cosa fare. Tutto è iniziato quando sono stato licenziato ed avendo perso il lavoro ho deciso di aprire un negozio di gioco e scommesse. Ho iniziato ad incuriosirmi al gioco ma con il tempo la cosa mi ha preso la mano e ho cominciato a giocare sempre più frequentemente. Ogni volta che perdevo cercavo di rifarmi rincorrendo una vincita che mi facesse recuperare la somma persa. Ho iniziato così a prosciugare il conto in banca che avevo insieme a mia moglie, poi ho chiesto dei prestiti, finché ho dovuto chiudere e vendere il negozio. Quando mia moglie ha scoperto tutto, ha provato inizialmente a farmi smettere di giocare e a starmi vicino, ma io continuavo e le raccontavo bugie, finché esasperata ha deciso di lasciarmi. Ora sono solo, senza la mia famiglia, senza un lavoro e a volte mi capita di pensare che se mi suicidassi non farei un gran danno. Non capisco cosa mi sia successo, e non so se riuscirò mai a smettere di giocare.

*****

Buongiorno Michele,

mi rendo conto che sta vivendo un momento molto difficile, ma non deve assolutamente pensare di farla finita. Nella vita purtroppo capita di dover affrontare delle dure prove, di lasciarsi sopraffare dalla debolezza e fare degli errori, ma la cosa importante è ritrovare pian piano le proprie potenzialità, sapersi rialzare da terra e dimostrare soprattutto a se stesso ma anche alla sua famiglia di essere in grado di farcela.
Il gioco d’azzardo è un fenomeno che si sta diffondendo in maniera preoccupante in questo periodo storico e molte persone si sono trovate come lei nella disperazione ma sono riuscite a vincere e a superare la dipendenza cominciando nel suo stesso modo, chiedendo aiuto.
Approfitto della sua lettera per dire che i dati ci dicono che il 67{c8fd8305821bafa11d0454614117a16bc861cc0283585dd03a411eb873b58ecd} dei giocatori d’azzardo è rappresentato da uomini, e le fasce più a rischio sono gli adolescenti, per la loro vulnerabilità, e i pensionati, che si sentono soli e sperimentano un vuoto sociale. Ma c’è anche chi si avvicina al gioco perché ha difficoltà economiche o è attratto dal fascino della ricchezza facilmente raggiungibile.
La fuga nel mondo fantastico del gioco diventa lo strumento per ricevere appagamento, c’è l’eccitazione della vincita, ma è presente anche un effetto sedativo, perché giocando ci si dimentica dei problemi che più ci affliggono. Questi fattori, si uniscono agli stimoli che subentrano mentre si gioca, come tintinnii e luci colorate, e rinforzano il comportamento.
Da alcune ricerche sembra emergere che il giocatore compulsivo sembra avere un restringimento del campo di coscienza (come si verifica nei fenomeni di trance) ed ha una perdita dell’esame di realtà.
Il recupero è certamente possibile, caro Michele, anche se è lungo e complesso. Ma è fondamentale che sia lei stesso ad essere convinto di voler smettere di giocare e che prenda consapevolezza del fatto che questa forma di dipendenza è una patologia che tende a progredire.
A questo punto ciò che può fare è mettersi in contatto con un Centro per la cura del gioco d’azzardo, il SERT. Il Servizio per le dipendenze patologiche delle Aziende Asl ha una specifica equipe che si occupa di diagnosi e cura del gioco patologico.
L’accesso al SERT è gratuito e diretto: non si paga alcun ticket né ci vuole la richiesta del medico di famiglia.
Il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale è 800 033 033.
Può rivolgersi anche all’Associazione Giocatori Anonimi, un’ associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperarsi dal gioco compulsivo. Il numero è il seguente 338 1271215, può chiamare o inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo..”>info@giocatorianonimi.org.
Comunque, i trattamenti che danno migliori risultati sono quelli che associano una terapia individuale o una terapia di gruppo ad un gruppo di auto aiuto, come nel caso dei giocatori anonimi.
Questa è la Vincita più importante che dovrà ottenere, liberarsi da questa dipendenza per riprendere in mano la sua Vita, e io le auguro con tutto il cuore di riuscirci.

Un caro saluto

Dott.ssa Laura Cenni
Psicologa,Psicoterapeuta

 

Pubblicato il 17 dicembre 2015 su Urloweb http://www.urloweb.com/rubriche/categorie-rubriche/psicologicamente/7771-scommettiamo-che-vinco

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