“Papà va a lavorare”. Come è difficile spiegare ai figli la separazione.

“Papà va a lavorare”. Come è difficile spiegare ai figli la separazione.

La separazione è un evento difficile per tutti i membri che compongono una famiglia.

Poiché la separazione dei genitori li coinvolge direttamente, è giusto che i figli vengano informati.

Se ciò può sembrare ad alcuni ovvio, di fatto non lo è, in quanto  i genitori, nel tentativo di proteggerli da un evento così doloroso, tendono spesso a dare spiegazioni confuse che spesso disorientano.

 I bambini piccoli si possono così sentir dire per molti mesi dopo che un genitore, di solito il papà, si è allontanato da casa, che “va a lavorare”, tutte le volte che, dopo essere stato con il figlio, va via. Sottovalutando la sensibilità del bambino ed i cambiamenti che avvengono nella sua vita da un momento all’altro, non trovandosi più a condividere con l’altro genitore momenti importanti come il risveglio e l’addormentamento, per esempio, e senza nessuna spiegazione.

I figli adolescenti, invece, possono trovarsi ad affrontare la separazione dei genitori nel momento in cui essa viene messa in atto con l’allontanamento di uno dei due genitori da casa, senza alcuna preparazione.

Il modo in cui i figli vengono a conoscenza della decisione dei loro genitori di separarsi è molto importante:  infatti quando ciò avviene in maniera chiara ed il più possibile “serena”, può rassicurare e contenere le loro ansie . Viceversa quando avviene in maniera improvvisa, violenta o non chiara, può suscitare paure, generare forti preoccupazioni.

Naturalmente per spiegare ai figli ciò che sta accadendo è bene utilizzare un linguaggio adeguato all’età dei figli, ma sempre chiaro e che non li faccia sentire in alcun modo responsabili.

La comprensione e le attribuzioni di significato all’evento sono largamente condizionate dall’età dei figli: un bambino piccolo non sempre possiede quegli strumenti cognitivi sufficienti per elaborare la “perdita” di uno dei genitori e per comprendere le cause reali delle difficoltà familiari: è spesso portato ad attribuirsi la colpa del fallimento dell’unione tra i genitori, se non altro perché crede di non essere stato capace di farsi amare tanto da impedire la separazione.

È quindi fondamentale spiegare chiaramente ai figli ciò che sta accadendo, in modo che possano comprendere gli avvenimenti ed i cambiamenti che avvengono intorno a loro e rispondere alle loro domande nella maniera più onesta e spontanea possibile. Hanno bisogno di sapere dove andrà ad abitare il genitore che si allontana, quando potranno vederlo. 

I primi mesi dopo la separazione sono, generalmente, i più difficili sia per gli adulti che per i bambini, o i ragazzi. E’ evidente che il processo di separazione è complesso per entrambi i coniugi, sia per chi mette in atto la decisione che per chi, in qualche modo, la subisce. Il primo perché deve spesso confrontarsi con i sensi di colpa, il secondo con il sentimento di solitudine ed abbandono. Entrambi devono lavorare emotivamente per sciogliere il legame con l’altro ed affrontare il fallimento delle aspettative che avevano riposto nel matrimonio.

Dopo che la separazione è stata messa in atto, alcuni figli si rassegnano, altri mettono in atto una serie di strategie rivolte a far tornare insieme i genitori. Se i genitori riescono a mostrarsi fermi e sicuri nella loro decisione, fin dall’inizio, esprimendo che è una decisione che riguarda gli adulti come coppia ma che rimarranno sempre uniti come genitori e che i figli non perderanno mai il loro amore, generalmente i figli si rassegnano. Quando continuano, esprimono spesso il desiderio di uno dei due ex coniugi, di ritornare con l’altro. I figli, infatti, sono molto sensibili alle emozioni dei loro genitori, soprattutto se percepiscono la sofferenza.

I figli devono affrontare cambiamenti pratici e paure e timori.

Gli effetti della separazione sui figli sono ampiamente condizionati dal rapporto dei due genitori tra loro, non tanto per ciò che riguarda il rapporto tra ex coniugi ma in particolare per l’atteggiamento che ognuno dei due ha verso la genitorialità dell’altro.

Il protrarsi della discordia e del conflitto tra i genitori nel tempo è un’esperienza negativa per i figli siano essi bambini che adolescenti ed ha effetti negativi più della stessa separazione.

Per questo motivo sarebbe auspicabile che i figli rimanessero il più possibile fuori da discussioni che non fanno che alimentare le loro angosce.

Evitare di incolpare l’altro coniuge anche quando si è fermamente convinti che abbia gran parte delle responsabilità, non cercare di portare i figli “dalla propria parte” come alleati sono obiettivi difficili per i genitori che spesso devono fare i conti con il senso di abbandono, con la rabbia, con la delusione, la solitudine. Ma i figli non dovrebbero mai trovarsi a dover scegliere da che parte stare.

Generalmente i primi mesi sono i più difficili, tutti devono affrontare emozioni a volte contrastanti e devono abituarsi a nuovi luoghi, orari, abitudini, assenze.

E’ possibile che i bambini piccoli abbiano comportamenti regressivi come richiedere il ciuccio o riprendere a bagnare il letto, altri più grandi avere un calo nel rendimento scolastico, adolescenti esprimere atteggiamenti di opposizione e ribellione o, al contrario, di isolamento.

Ma i bambini ed i ragazzi sono, rispetto agli adulti, coloro che hanno le maggiori capacità di adattamento e, se rassicurati sull’amore e la presenza dei genitori, se tenuti lontano da discussioni, se non vengono utilizzati come forma di ricatto per l’ex coniuge, non solo si adattano ma riescono a trovare perfino dei vantaggi anche in questa nuova situazione.

Benché alcune situazioni possono essere ricorrenti nelle separazioni, ogni famiglia è unica, così come lo sono i membri che la compongono e le relazioni tra di loro.

Dal momento che la separazione è un evento che mette in difficoltà tutti i membri della famiglia, chiedere un supporto anche nelle prime fasi, che sono le più difficili, può essere di grande aiuto, soprattutto nelle separazioni conflittuali. Il rischio è, infatti, che i coniugi mantengano comportamenti ostili o rivendicativi tra loro ed i figli mettano in atto comportamenti che esprimono il loro disagio.

Una consulenza psicologica può essere di aiuto al fine di cercare insieme alcune possibili soluzioni, un modo per poter stare meglio.
                                                                                                                                                                 

Silvia Sossi 

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