Transessualismo, il difficile percorso dell’identità di genere: quando il corpo segue la psiche

Transessualismo, il difficile percorso dell’identità di genere: quando il corpo segue la psiche

Oggi la tematica “identità di genere” sembra essere ridondante. 
Argomento che evoca tanta sofferenza, ma altrettanta confusione; tematica trattata dai media, da noi clinici e, purtroppo, dai non addetti ai lavori, favorendo un clima di assoluta disinformazione. 
Con questo articolo vorrei affrontare il tema del transessualismo.

 

CHI È IL TRANSESSUALE

Il transessuale è colui o colei, che nasce appartenente ad un sesso biologico e sin dall’infanzia, sviluppa una forte e persistente identificazione nel sesso opposto al proprio, manifestando un desiderio imperante di poter vivere nel ruolo dell’altro sesso. 
A tali desideri, direi necessità, si affianca un bisogno estremo di essere riconosciuti ed accettati dalla società come appartenenti al sesso scelto.

Superata la prima fase di confusione, vergogna e pudore, di rabbia e diniego da parte della famiglia o del partner, il paziente farà di tutto – spesso con il rischio di essere deriso – per mostrarsi come donna se è nato uomo, e come uomo se è nato donna.

Tale condizione, viene chiamata DIG, disturbo dell’ identità di genere, detto anche disforia di genere.

Il disturbo è molto più frequente nella forma “andro-ginoide”, quando cioè il paziente nasce maschio e desidera “ transitare” verso il sesso femminile, piuttosto che “gino-androide”.

 

QUALI EMOZIONI ACCOMPAGNANO IL TRANSESSUALE

Il transessuale vive in costante disagio ed in costante ambivalenza tra mente e corpo, tra psiche e soma, tra anima ed il sociale. 
Sin dai primissimi anni di vita, si rende subito conto che il suo corpo lo tradisce, non aderisce al suo sentire più profondo, praticamente lo contraddice; nasce così – imperante – il bisogno di adeguare la realtà esterna, la sua fisicità, al suo vissuto interno, l’appartenenza all’altro sesso.

 

LA TERMINOLOGIA: LA TRANSESSUALE, IL TRANSESSUALE

  1. La transessuale, quindi il termine si declina al femminile per indicare così i pazienti transessuali di sesso anatomico maschile che sentono di essere femmine, MtF – Male to Female
  2. Il transessuale, per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere maschi, FtM – Female to Male.

Sembra una sottigliezza linguistica, ma per il paziente, spesso proveniente da abusi, soprusi e tantissima sofferenza, l’articolo “la” sembra essere davvero determinante.

Quando affrontiamo la tematica “transessualismo”, parliamo di identità di genere. (leggi tutto)